«Un incontro che ci fa testimoni»

Monsignor Merisi durante la celebrazione: «L’impegno per ognuno di voi è nel cercare di vivere secondo ciò che il Signore vi chiede, magari cercando un aiuto anche nella direzione spirituale»

Il segnalibro blu a forma di matita portava scritto un proverbio africano: «Se vuoi camminare in fretta, cammina da solo. Se vuoi andare lontano, cammina insieme agli altri». Il ricordo consegnato ai giovani al termine della loro Veglia diocesana, sabato scorso in cattedrale, parlava di un cammino da fare insieme: e questo camminare insieme agli altri è stato centrale nel celebrare la XXVIII Giornata mondiale della Gioventù e la professione di fede espressa pubblicamente da circa cento 19enni. Il “sabato in Traditione Symboli”, come ha ricordato il vescovo di Lodi che ha presieduto la Veglia diocesana dei Giovani, sabato 23 marzo, anche in antichità era il momento nel quale veniva consegnato il “Credo” ai catecumeni che durante la Quaresima si erano avvicinati alla fede; e nell’Anno della Fede monsignor Merisi ha accompagnato e accolto la professione di fede dei 19enni della diocesi di Lodi: un momento importante per tutti, oltre che per questi giovani che si sono preparati attraverso un cammino di due anni, e un ritiro appositamente per loro appena prima della Veglia.

Ma tutta la comunità è invitata a camminare insieme: «L’incontro con il Signore ci fa suoi testimoni: sentiamo Gesù come una persona amica con cui intrattenerci. Testimoniamolo con la coerenza della vita, partecipando al cammino ordinario delle nostre parrocchie, e comunque sempre con il rispetto della libertà delle persone con le quali siamo chiamati a vivere, a casa, nel tempo libero, a scuola, nello sport, in generale stando con gli altri» ha detto ai 19enni e a tutti i giovani monsignor Merisi.

Il Vescovo ha così fatto riferimento anche al messaggio per la XXVIII Giornata mondiale della gioventù scritto da Benedetto XVI, messaggio che reca nel titolo un altro verbo di movimento: “Andate e fate discepoli tutti i popoli”. «Andare può essere fisicamente necessario in qualche occasione di chiamata straordinaria. Ma a tutti l’invito è nel cercare di vivere secondo ciò che il Signore ci chiede, magari chiedendo aiuto anche alla direzione spirituale», ha fatto notare monsignor Merisi. Altri passi del messaggio per la Gmg sono stati letti durante la veglia, guidata dal nuovo direttore dell’Ufficio di pastorale giovanile don Giancarlo Baroni, animata dal Gruppo musicale di accoglienza e partecipata da giovani, adolescenti, gruppi arrivati con catechisti, educatori, sacerdoti, genitori.

Alcuni ragazzi hanno portato all’altare i simboli delle ultime Gmg di Colonia 2005, Sidney 2008 e Madrid 2011; è stata letta la preghiera per la Gmg 2013 a Rio e l’inno “L’alba della speranza” che accompagnerà nel prossimo luglio il raduno in Brasile con Papa Francesco: là saranno presenti anche tredici lodigiani insieme a don Baroni. Per chi invece non potrà partecipare (il viaggio è «quasi alla fine del mondo», per riprendere un’espressione del Papa), la proposta è quella della veglia regionale al santuario di Caravaggio il 27 e 28 luglio.

A Francesco è andato anche l’applauso dei giovani, e dopo aver fatto riferimento ad alcune sue parole, monsignor Merisi si è rivolto sempre ai ragazzi e ha infine detto loro, all’inizio della Settimana Santa: «Lasciatevi guardare dal Cristo crocifisso, la prospettiva è di un bene grande».

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