«Siamo di Dio, ovunque ci manda» VIDEO
San Colombano Sabato scorso al Fatebenefratelli l’incontro degli animatori missionari con il vescovo Maurizio
Suor Giustina delle suore Trinitarie è in Italia da due anni ed è impegnata nella scuola materna di Montanaso. Come lei, è nata in Madagascar anche suor Marietta, in Italia da cinque mesi e collaboratrice a Montanaso; e suor Veronica, che presta servizio alla Muzza di Cornegliano.
Due sorelle Figlie di Sant’Anna vengono rispettivamente da Eritrea e da Kuzco, in Perù, anche se quest’ultima è in Italia da 23 anni e a Lodi centro collabora per la catechesi di ragazzi e giovani.
«Stamattina sentiamo il respiro del mondo», ha detto don Marco Bottoni, direttore dell’Ufficio Missionario e Ufficio Migrantes, sabato 14 febbraio al Fatebenefratelli di San Colombano dove si è tenuto l’incontro per animatori missionari e missionari provenienti da altri Paesi. Con i lodigiani impegnati nei gruppi e all’attivo diversi viaggi missionari, erano presenti 21 persone da tutto il mondo.
A San Colombano operano suor Evangelina, originaria dell’Indonesia; due sorelle del Kerala e suor Immacolata da Timor Est.
Cappellano del Fatebenefratelli – dove vivono 350 ospiti con disabilità mentale - da giugno 2023 è don Francesco, nato nel Kerala, in Italia da dodici anni e per nove parroco nella diocesi di Prato. «Cerchiamo di fare tutto quello che possiamo, insieme alle suore francescane del Sacro Cuore», ha detto.
Sacerdoti della diocesi di Lodi sono don Adolphe Houndij, nato in Benin, collaboratore a San Colombano e ogni anno volontario in un diverso Paese; don Ernest Zougmoré, originario del Burkina Faso, in servizio a Zorlesco; don Maurizio Bizzoni, parroco di Miradolo e cappellano del carcere di Lodi, già missionario fidei donum in Costa d’Avorio dove si reca ogni estate.
Ancora, sabato ha condiviso il confronto nei gruppi (sul documento di monsignor Mario Delpini, “Chiesa dalle genti”) padre Michael, nato nelle Filippine, barnabita, a Roma per 7 anni e oggi padre spirituale al Collegio San Francesco di Lodi.
E poi suor Teresiña, americana naturalizzata brasiliana, cabriniana, che dopo quattro anni in Sud Sudan lavora al Centro di spiritualità di Codogno e a Sant’Angelo. «Adoro la gente di Maiano, che ha i piedi ben saldi a terra», ha detto.
A Castiglione d’Adda ci sono le Missionarie serve del Divino Spirito: suor Karen, originaria della Colombia, in Italia da sei mesi; suor Nancy, dell’Ecuador, che dopo otto anni a Positano da cinque si occupa della pastorale parrocchiale a Castiglione; suor Milena, dalla Colombia, impegnata nella scuola materna parrocchiale e con giovani; e suor Genesi, dall’Ecuador, a Castiglione da 4 anni e che a metà di quest’anno riceverà una nuova destinazione.
«La Chiesa è più grande dei nostri confini. E questa Chiesa più grande è già in mezzo a noi», ha detto don Marco, a sua volta già missionario in Uruguay.
A tutti loro ha fatto visita il vescovo di Lodi, monsignor Maurizio Malvestiti, che nella preghiera ha ricordato don Mario Marossi, direttore dell’Ufficio Migrantes di Bergamo, «testimone della missione», mancato in gennaio. «Con lui ho fatto il Seminario e sono stato ordinato, eravamo in tredici l’11 giugno 1976, c’era anche il vescovo di Vigevano – ha ricordato -. L’anno scorso don Mario aveva partecipato all’incontro missionario a Sant’Angelo. Era stato missionario in Bolivia». Poi monsignor Malvestiti ha affermato: «Siamo la famiglia di Dio ovunque il Signore ci manda. Il mio grazie va a ciascuno di voi. I Santi Cirillo e Metodio, apostoli degli Slavi, patroni d’Europa, greci di nascita, sono stati capaci di tradurre il Vangelo nella lingua dei popoli cui erano stati mandati, rimanendo in comunione con la Chiesa. Anche voi siete venuti da altri continenti. L’amore per le nostre origini ci impegna nel cammino e nell’amare il popolo al quale siamo stati inviati. Ma sentendoci a casa. Noi cristiani siamo a casa in tutto il mondo. Vi affido - ha concluso la preghiera per i seminaristi: dieci sono della diocesi di Lodi e sei dell’esarcato ucraino. Quest’anno ordinerò quattro nuovi sacerdoti».n
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