Sabato la Preghiera per il Creato ai Cappuccini
ALLE 20.45 A CASALE La Messa del Vescovo nell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi
Lettura 1 min.La Chiesa di Lodi celebra sabato 3 ottobre la Giornata diocesana per la custodia del Creato con una Santa Messa presieduta dal vescovo Maurizio. L’appuntamento è alle ore 20.45 al santuario di Maria Madre del Salvatore dei Cappuccini di Casale e la liturgia eucaristica viene proposta in un luogo significativo nell’ambito dell’ottavo centenario della morte di san Francesco di Assisi. L’appuntamento giunge alla sintesi del mese che la Chiesa universale ha dedicato alla preghiera e all’impegno nella cura della “casa comune”, in cui si inserisce anche la Giornata per la custodia del Creato. Un tempo propizio per rilanciare l’urgenza di una “conversione ecologica” che unisce la salvaguardia dell’ambiente al riscatto sociale delle comunità locali. «Immaginiamo un mondo in cui le energie attualmente impiegate nella guerra siano destinate allo sviluppo umano integrale, al superamento della povertà, alla difesa della dignità umana e alla riconciliazione tra i popoli divisi. Una visione del genere riflette la fede nell’avvento del Regno di Dio». Così Papa Leone XIV nel Messaggio “Forgeranno le spade in vomeri e le loro lance in falci” (Is 2,4) per la XI Giornata mondiale di preghiera per la cura del Creato che termina il 4 ottobre, festa di San Francesco d’Assisi e quest’anno ottavo centenario del Pio Transito. E proprio al santuario dei Cappuccini di Casale la comunità ecclesiale lodigiana si ritroverà sabato sera con il suo pastore per pregare per la “casa comune”. «Nel nostro contesto desideriamo essere una voce non formale, che speriamo possa responsabilizzare e soprattutto fare appello a una profonda opera educativa di ogni componente della società per non defraudare la “casa comune”, che è bene prezioso destinato a tutte le generazioni nel loro susseguirsi - ha detto monsignor Malvestiti alla presentazione dell’evento -. L’illusione di farla franca in qualche parte della terra non funziona, anzi aggrava il problema».
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