Quaresima, tempo di conversione

LA CELEBRAZIONE Mercoledì 18 febbraio il rito delle Ceneri in Cattedrale a Lodi presieduto dal vescovo Maurizio

Lodi

Quest’anno l’inverno è proprio volato. Ieri, sotto il cielo bello di Lombardia, sembrava già primavera, con l’aria che quasi si poteva accarezzare. La Quaresima cade di primavera, proprio perché in questa brezza leggera si possa ascoltare il sussurro divino. Una voce che interpella non soltanto chi è cattolico, ma qualunque essere umano, chiamato a cogliere la trascendenza che sta dentro le cose del mondo. E quindi, Quaresima significa cogliere la semplice bellezza dell’acqua fresca, delle relazioni sincere, della stanchezza la sera, delle nuvole cariche di pioggia, e avvicinarsi alla natura più profonda delle cose che, per chi ha fede, sono le pennellate - alcune più dolci, altre aspre - che compongono il volto di Dio.

Dal momento in cui si aprono gli occhi al mattino, ancora assonnati, al momento in cui ci si corica la sera, tutto diventa così una preghiera, e si compie quell’invito a “pregare senza posa” che l’Apostolo rivolse ai Tessalonicesi, e che dà il via al viaggio spirituale del Pellegrino Russo in cerca dell’intelligenza del cuore. Così anche oggi, concluso il Giubileo che ha visto i cattolici incamminarsi come pellegrini di Speranza, continua il viaggio sulla via della Carità, che porta inevitabilmente ad alzare gli occhi al cielo. Per dirla con Thomas Merton: «Se qualcuno si dedica con tutte le proprie forze ad aiutare il suo simile a migliorare la propria condizione nel mondo, allora certamente scoprirà che nel fare ciò egli deve affrontare molte sfide e fare molte importanti scelte cruciali che orienteranno la sua vita sempre più verso l’amore di Cristo».

La Quaresima è il momento di profondità in cui queste scelte cruciali si compiono, in attesa del compimento di quella certa speranza in cui la Pasqua immerge i cristiani.

Questo mercoledì, il mercoledì delle Ceneri, questo viaggio sarà introdotto dalla celebrazione eucaristica che, a livello diocesano, sarà presieduta dal vescovo Maurizio alle ore 18 in Cattedrale, con l’antico rito dell’imposizione delle ceneri. Un rito che, anch’esso, richiama alla necessità di riprendere contatto con il fondamento più umile delle cose, per cogliere proprio a partire dall’umiltà il grandioso disegno che avvolge il cosmo.

“La conversione è l’umiltà dell’affidarsi all’amore dell’Altro, amore che diventa misura e criterio della mia propria vita” scrisse Papa Benedetto XVI, mostrando che, proprio nel segno dell’umiltà e della Carità che intesse relazioni, la Quaresima diventa davvero tempo di conversione, una conversione che non è soltanto personale, ma ha una dimensione relazionale, e quindi comunitaria: «L’io si apre di nuovo al tu, in tutta la sua profondità, e così nasce un nuovo Noi [...]. Il Vangelo crea vita, crea comunità di cammino; una conversione puramente individuale non ha consistenza».

Assume così pienezza la conversione richiamata dal vescovo Maurizio a margine del pellegrinaggio della diocesi di Lodi a Roma, lo scorso settembre: «A nome di tutti - aveva detto monsignor Malvestiti, con parole che trovano perfetta collocazione all’inizio di questa Quaresima- accoglieremo l’appello alla conversione affinché il perdono di Dio e quello fraterno rinnovino la vita di ciascuno, offrendo alla società i frutti migliori della riconciliazione e della solidarietà».

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