Pasqua, gli auguri del vescovo Merisi

Gli auguri pasquali di questo anno non possono prescindere dall’evento ecclesiale costituito dalla elezione di Papa Francesco.

Come abbiamo detto nelle Messe del Giovedì Santo, i sentimenti e gli insegnamenti di Papa Francesco rappresentano anche una eco e una declinazione, se così possiamo dire, di ciò che il Triduo pasquale ci propone.

La fede e la speranza, di cui parla Papa Francesco, rifiutando ogni pessimismo, nascono dalla morte e dalla risurrezione del Signore, come nasce dalla Pasqua la gioia che il Papa non cessa di indicare come “habitus” della vita cristiana.

E la misericordia da chiedere e da trasmettere, può essere fondata solo sulla salvezza che viene dalla croce di Gesù. E l’amore, la condivisione, l’attenzione per i poveri e gli ammalati, di cui parla tutta la vita di Giorgio Mario Bergoglio, sono frutto della comunione che nasce dall’Eucaristia e dalla Pasqua, come senz’altro abbiamo pensato ascoltando l’evangelista Giovanni che parla della lavanda dei piedi come segno di amore fraterno e di servizio generoso.

La stessa Rievangelizzazione di cui parla il Santo Padre, per noi la Nuova Evangelizzazione, nasce dal desiderio missionario di far partecipi tutti, almeno come proposta e invito, della salvezza pasquale, che chiede anche a ciascuno di noi coraggio e voglia di “uscire” verso tutte le periferie per testimoniare l’amore e la verità del Vangelo.

L’augurio del Vescovo per la Pasqua è dunque molto semplice: riascoltiamo e rileggiamo le prime parole di Papa Francesco. Ripensiamo ai suoi primi gesti.

È stato detto che si tratta di “gesti semplici” e di “parole disarmanti”.

Confrontiamo i gesti e le parole del Papa con quelle che il Triduo Santo, con la morte e la risurrezione del Signore, da sempre ci ha fatto conoscere.

Nel silenzio del Sabato Santo e nella gioia della Domenica di Risurrezione, rimeditiamole queste parole nel nostro cuore. e verifichiamo su di esse la nostra vita, le nostre scelte, i nostri impegni, in famiglia, nel lavoro o a scuola, in parrocchia, nella vita sociale.

E decidiamo di nuovo di stare con il Signore: è la grande proposta dell’Anno della Fede indetto dal Papa emerito Benedetto XVI.

Le prime parole e i primi gesti di Papa Francesco, con la testimonianza e l’insegnamento di Papa Benedetto XVI, se accolti, ci aiuteranno a fare nuova e vera la nostra vita, in ascolto del Signore e per questo capaci di ogni impegno di bene a favore degli altri.

È l’augurio del Vescovo con l’assicurazione della preghiera, dell’incoraggiamento, della vicinanza fraterna.

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