«Nessun essere umano coincide con ciò che ha fatto, siamo di più dei nostri sbagli»

VERSO LA PASQUA La celebrazione del vescovo Maurizio alla casa circondariale di Lodi

Lodi

«Nessun essere umano coincide con ciò che ha fatto, siamo di più dei nostri sbagli». È questo il messaggio che ieri il vescovo Maurizio ha voluto portare ai detenuti della casa circondariale di Lodi, dove in mattinata è stata celebrata la Santa Messa in preparazione della Pasqua. Presiedendo la celebrazione eucaristica, monsignor Malvestiti ha evidenziato come, nell’unità del mistero cristiano, l’Annunciazione ci riporta all’Incarnazione: «Dio si è fatto uno di noi. Nel suo immenso amore per noi, infatti, Dio ha mandato suo Figlio, fatto uomo come noi peccatori». Un mistero che è qualcosa di superiore alla mente umana, in sintonia però con le aspirazioni del cuore, ovvero una vita immortale, che sia bella. «La fede è irruzione di Dio nella nostra vita, così come il turbamento è umano, ma l’angelo dice a Maria che nulla è impossibile a Dio - ha aggiunto il vescovo -. Così il Figlio di Dio ha preso corpo mortale per essere Dio con noi, vero Dio e vero uomo, come annuncia l’Incarnazione».

La carità di Dio ci accompagna, ma a nostra volta dobbiamo praticarla verso chi ha bisogno di sostegno, ha ricordato monsignor Malvestiti: «Abbiamo la carità di Dio e da essa attingiamo forza. Dio ci libera dal peccato, perché la nostra vita è sempre preziosa agli occhi di Dio. Non c’è nulla che tolga la fiducia di Dio in noi, il riscatto è sempre possibile». Così l’Annunciazione fa ripartire la vita e la Pasqua ci dà la forza per perseverare: «Lasciamo che con la comunione, confessione e la preghiera quotidiana, l’amore e la Parola di Dio entrino in noi. Nessun essere umano coincide con ciò che ha fatto, siamo di più dei nostri sbagli, come dice il Papa. Se poi crediamo in noi stessi e negli altri, sapendo che siamo più grandi di ogni nostro sbaglio, riusciremo con la fiducia in noi stessi e negli altri ma ancor più in Dio, a migliorare riprendendoci da dubbi e delusioni. A tempo debito lasceremo la detenzione e rientreremo nella società».

Al termine della Santa Messa, concelebrata dal cappellano del carcere don Maurizio Bizzoni, e dopo i saluti della direttrice Annalaura Confuorto, sono state consegnati tre attestati di benemerenza ad altrettanti detenuti che hanno dimostrato impegno, disponibilità e collaborazione nelle attività proposte. Quindi al vescovo è stata donato una dolce realizzato direttamente nelle cucine del carcere con scambio augurale molto cordiale.

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