Luigi Guanella

e i suoi legami

con il Lodigiano

Il 23 ottobre in Piazza San Pietro viene dichiarato santo con altri personaggi il Beato don Luigi Guanella, molto conosciuto in Lombardia, dov’è nato in Valtellina (1842 - Sondrio) e spentosi a Como (1915). Il santo della carità sociale, della dottrina sociale della chiesa, tanto caro ai pionieri del movimento sociale dei cattolici, tra cui il servo di Dio Paolo VI°, che lo proclamò beato.

Don Guanella è conosciuto in Italia e all’estero per le molteplici opere a servizio della carità, salute e solidarietà a favore degli ultimi: disabili, minorati fisici e ritardati mentali ed emigranti. Più santo della carità per pratica giornaliera acquista da don Bosco e Cottolengo (la carità è il complemento della giustizia) che di cultura, anche se è stato sensibile alla cultura scientifica dell’Ottocento attraverso le riviste e l’iniziativa da lui caldeggiata di elevare un monumento ad Alessandro Volta, scienziato e inventore della pila elettrica.

Ma noi lo vogliamo ricordare per i suoi rapporti con preti e laici della diocesi di Lodi.

Quando in treno da Pavia raggiungeva Belgioioso per fondere la casa di cura San Giuseppe e si portava a Livraga per sostenere le sue “Figlie di Santa Maria della Provvidenza” (il ramo femminile accanto al maschile, “Servi della Carità” nella fondazione di casa Santa Teresa per anziani, un bel giorno un gruppo di abitanti di Miradolo fecero ressa al trenino che allora viaggiava a legna e carbone, ora elettrificato, per fermare il Guanella e portarlo a Miradolo in casa parrocchiale e discutere con il parroco del tempo per la realizzazione del nuovo asilo della Provvidenza (1906).

Il santo acconsentì e divenne amico di preti e laici della zona, anche per forme di solidarietà che il popolo non gli faceva mancare per i poveri e disabili dei suoi istituti (denaro, piselli, uva, castagne, vino). Era devoto di Santa Maria del Santuario in collina che raggiungeva attraverso le scalinate soffermandosi in prolungata preghiera e godendo la bellezza del paesaggio.

Il suo programma ascetico e pastorale era segnalato dal binomio “Preghiera e lavoro”; “Terra e Cielo”, vivere nell’angolo nostro di terra non perdendo mai la vista del cielo; vedere dovunque la Provvidenza su di noi e sugli avvenimenti della piccola e grande storia e di conseguenza lavorare e agire con impegno e frutto.

La Provvidenza è stato il tema di spiritualità e azione evangelica nell’Ottocento anche per il Beato Antonio Rosmini e Alessandro Manzoni: il filo della Provvidenza nella storia anonima dei piccoli e umili ne “I Promessi Sposi”. Godeva della sapienza cristiane e la scienza dello Spirito Santo, la cui carità è diffusa nei cuori, che poteva sostituire o integrare le offerte della scienza dell’educazione umana. E’ venerato in un’urna presso il Santuario del S. Cuore a Como, attiguo al centro di opere don Guanella, meta di devoti e visitatori.

Il miracolo per la canonizzazione è stato segnalato in Brasile a favore di un ragazzo. Sono in programma a Livraga e a Miradolo particolari commemorazioni. Per iniziativa del parroco don Nando e del consiglio di amministrazione dell’asilo, scuola d’infanzia della Provvidenza, saranno inaugurati sulla facciata dell’asilo due medaglione dell’artista Felice Vanelli di Lodi, l’uno raffigurante il Guanella, l’altro Santa Bochita, la moretta, ospite delle case di Turano, Brembio, Castiglione, Lodi e per diversi mesi (1937) a Miradolo presso le suore canossiane.

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