Le parole del Giubileo: misericordia
indulgenza, speranza e santità

La Lettera del vescovo Maurizio alla vigilia del pellegrinaggio a Roma

Lodi

All’intera comunità diocesana rivolgo l’invito a vivere il Giubileo in comunione coi pellegrini lodigiani, che dal 4 al 7 settembre varcheranno le porte sante delle basiliche papali. A nome di tutti accoglieranno l’appello alla conversione affinché il perdono di Dio e quello fraterno rinnovino la vita di ciascuno, offrendo alla società i frutti migliori della riconciliazione e della solidarietà.

Vedere Pietro (videre Petrum) nel suo successore Papa Leone, visitando le memorie degli Apostoli (ad limina apostolorum): è la tradizione del pellegrinaggio giubilare, tutta spirituale, che semina però nella storia, col lievito del vangelo, giustizia e pace.

La tradizione antica si inserisce nel cammino della Chiesa di Lodi quale icona del triennio pastorale intrapreso al termine del Congresso eucaristico, dal titolo: “Sinodalità e santità”. “Nella carità” è la terza tappa, a cui giungono i “pellegrini di speranza” (seconda tappa) se perseverano “sui passi della fede” (prima tappa).

Sono le vie della fraternità che esigono il sacrificio della concordia. A coltivarle ci aiuteranno le quattro parole del Giubileo: giovedì nella basilica di San Paolo la misericordia; venerdì in San Giovanni in Laterano l’indulgenza; sabato in San Pietro la speranza e domenica la santità, avendo l’opportunità singolare di condividere la canonizzazione dei beati Piergiorgio Frassati e Carlo Acutis, col richiamo al Giubileo dei preadolescenti di fine aprile e a quello dei giovani di inizio agosto.

Sabato 30 e domenica 31 agosto nelle Messe festive potremo annunciare questo itinerario e percorrerlo a Roma o in diocesi, in famiglia e parrocchia, giorno dopo giorno, con la preghiera e col proposito della confessione e della comunione, del distacco dal peccato per custodire la fede ed avere quella libertà che diventa dono di sé e vicinanza concreta a quanti sono nella povertà e nella sofferenza.

Il Giubileo costituisca l’abbraccio della speranza che non delude perché si fonda sulla fede ed è nutrita dalla carità, permettendoci di andare avanti in ogni avversità.

È un pensiero di Papa Francesco. Ma, in attesa di incontrare Papa Leone, ci lasciamo ispirare anche dal suo maestro, Sant’Agostino, che scrisse: «Nessuno può vivere senza queste tre propensioni dell’anima: credere, sperare, amare». La benedizione del Signore porti a compimento questo augurio giubilare.

+ Maurizio, vescovo

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