«L’amore è più forte di tutto, anche
quando ogni cosa sembra perduta»
LODI Nella chiesa del Sacro Cuore l’incontro del vescovo con le coppie di fidanzati
Una serata di riflessione e preghiera, ma anche di ascolto di chi ha voluto portare la propria testimonianza d’amore. Erano più di un centinaio le coppie di fidanzati (che convoleranno a nozze nel 2026) che giovedì sera hanno partecipato all’incontro organizzato dall’Ufficio diocesano per la pastorale della famiglia nella chiesa del Sacro Cuore in Lodi. Un appuntamento sentito dalla Chiesa di Lodi, un ringraziamento per chi crede nella forza dell’amore e nel Dio che ne è la sorgente sempre viva. Ad accogliere le coppie che stanno frequentando o hanno da poco terminato uno dei corsi prematrimoniali organizzati dalla diocesi, il vescovo Maurizio, che ha voluto sottolineare la grandezza «della vita e dell’amore, un amore che anche nei momenti più bui e dove si ha il timore di non godere più di alcun sostegno, ci può rilanciare». Una serata di riflessione, alla vigilia della festa di San Valentino e ad una settimana dall’inizio della Quaresima, impreziosita dalla presenza della corale con canti, dalla preghiera, dalla lettura del brano del Vangelo di Giovanni delle Nozze di Cana ma anche dall’ascolto di testimonianze, a partire da quella di Dietrich Bonhoeffer, teologo, pastore e oppositore al regime nazista che scrisse una lettera alla fidanzata il 20 settembre del 1943. Testimonianze però anche del vissuto quotidiano attuale e recente, come quella di Marco e Alessandra, coppia sposatasi nel 2000 a Lodi, che ha spiegato cosa sia per loro l’abbondanza e la pienezza della vita di coppia.
«L’amore è più forte di tutto – ha aggiunto monsignor Malvestiti salutando le coppie -. Anche quando ogni cosa ci sembra perduta, specie se riusciamo a perdonare, che è qualcosa di tutt’altro che scontato. E Cristo in quei momenti è lì con noi, è lì a ribadire il suo “sì” per coloro che faticano a confermarlo. Questo sposo che è Cristo ha dato la vita, ha purificato la sua sposa nel sangue del perdono, la nutre con la parola, il pane e il calice della vita vera ed eterna, che rende eterno l’amore sempre fragile pacificando le controversie». Un amore umano che toccato dalla fede, «trasfigurerà anche le lacrime più disperate in serenità e forza per ripartire» ha proseguito il pastore della diocesi, invitando le coppie di fidanzati a «cogliere l’abbraccio della Chiesa di Lodi, sposa convinta del suo Signore che dà la vita e vuole stare al vostro fianco. Non rimanete scandalizzati dalla debolezza, pur non assecondandola, non meravigliatevi dei momenti di difficoltà, ricordate che “molto è perdonato a chi molto ama”». Le coppie di fidanzati, ribadendo il loro “sì” di fronte a Dio, sono pronte a compiere il progetto cristiano della famiglia, accogliendo così una nuova vita in un periodo dove la crisi delle “culle vuote” è più che mai attuale.
«Per il dramma della denatalità ho chiesto durante la ricorrenza di San Bassiano nel corso dell’incontro con amministratori e autorità di sostenere in ogni modo una nuova vita che è un bene sociale, una risorsa sociale incalcolabile come lo è il vostro amore», ha concluso il vescovo Maurizio, che ha voluto poi salutare una ad una le coppie di fidanzati donando loro la lettera pastorale “… nella Carità” (pubblicata a chiusura del Giubileo nella terza tappa del triennio post sinodale che è partito sulle orme della fede, che ha visto i credenti proseguire come pellegrini di speranza nell’anno giubilare, e si compie ora con l’approdo nella carità) e un testo per la preghiera quotidiana in famiglia. Il vescovo ha ringraziato parroco e coro di San Fereolo per l’accoglienza, don Alberto Fugazza, assistente ecclesiastico dell’Ufficio di pastorale familiare e la coppia che lo dirige, il diacono Raffaele e la moglie Chiara.
© RIPRODUZIONE RISERVATA