La benedizione del Papa per «il Cittadino»

Il Santo Padre ringrazia per la campagna dell’Obolo di San Pietro e imparte la sua benedizione invocando «la materna intercessione della Vergine Maria»

La benedizione apostolica di Papa Francesco inviata ai giornalisti e ai collaboratori del «Cittadino», da estendere a tutti i lettori del nostro giornale. È quanto si legge nella lettera pervenuta in questi giorni mattina alla nostra redazione, trasmessa in data 27 luglio dalla Segreteria di Stato Vaticana. Il documento reca la firma di monsignor Peter B. Welles, assessore per gli affari generali della Segreteria di Stato della Santa Sede. Il motivo è riferito alla stretta collaborazione instaurata da qualche anno a questa parte tra alcune delle principali testate cattoliche italiane e la Santa Sede, in occasione della “Giornata per la carità del Papa”. Sul «Cittadino» di sabato 29 giugno scorso, nelle pagine della Chiesa, abbiamo pubblicato un ampio servizio dedicato all’Obolo di San Pietro, la colletta che si svolge in tutto il mondo cattolico, per lo più il 29 giugno o la domenica più vicina alla solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. La colletta rimanda alle origini del cristianesimo, quando vengono sostenuti materialmente “coloro che hanno la missione di annunciare il Vangelo, perché possano impegnarsi interamente nel loro ministero, prendendosi cura dei più bisognosi”. È quanto sottolineava, nell’articolo apparso sul «Cittadino», anche monsignor Tullio Poli, direttore dell’Ufficio Obolo di San Pietro: «Per comprendere la validità e il messaggio di questa pratica ci sono due parole chiave: solidarietà senza confini e ministero petrino. Solidarietà senza confini, perché ha le dimensioni della Chiesa universale: le offerte all’Obolo di San Pietro raggiungono tutta la terra. Ministero petrino, perché si tratta di sostenere il Papa nella sua attività a favore delle situazioni più varie di povertà e bisogni morali e materiali nella Chiesa e nel mondo. La “specificità” dell’Obolo rispetto ad altre forme di solidarietà nei confronti dell’attività caritativa della Chiesa è la seguente: l’Obolo di San Pietro è a libera disposizione del Santo Padre, che vi attinge per l’esercizio del suo alto ministero apostolico e caritativo in tutto il mondo. Gli interventi recentemente realizzati con i proventi dell’Obolo sono numerosi. In Angola si è sostenuto il rimpatrio dei rifugiati angolani provenienti dallo Zambia e dalla Repubblica Democratica del Congo. In Bangladesh si è dato un aiuto a migliaia di famiglie di diverse diocesi che hanno perso tutti i loro beni a seguito delle inondazioni. Nella Repubblica Democratica del Congo si è dato un importante contributo alla costruzione di una scuola, intitolata ‘Ecole de la dernière chance’ destinata all’educazione di ragazzi e ragazze appartenenti alle classi sociali più svantaggiate nella diocesi di Lwiza. In Etiopia e in Kenya si sono erogati fondi in diverse circoscrizioni ecclesiastiche a sostegno della popolazione a fronte dell’emergenza umanitaria nel Corno d’Africa. In India, contributi per progetti a favore della preparazione tecnico-informatica di ragazzi di condizione svantaggiata, talora “senza casta” per facilitare il loro inserimento nel mondo del lavoro. In Iraq si è dotata una chiesa in costruzione di un generatore elettrico. Ciò che colpisce è la puntualità e la concretezza di tali aiuti, che vengono disposti in base a richieste precise da parte delle istanze presenti in loco e adeguatamente monitorate nelle fasi di realizzazione e di completamento. Occorre considerare l’offerta al Santo Padre nel contesto della vita cristiana nella sua globalità. Auspico, quindi, che essa nasca dall’amore per la Chiesa e sia preceduta e accompagnata dalla preghiera per il Papa e per la sua opera, come del resto egli stesso chiede alle persone che incontra».

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