In Cattedrale a Lodi la preghiera per la pace
Monsignor Uggè «Affidiamo la preghiera e l’impegno a Maria Madre di Dio, ai Santi, al Santo protettore del nuovo anno che ciascuno sceglierà, e allo Spirito Santo che è creatore»
Lodi
“Dio ha scelto la sua creatura più bella per generare il suo disegno di salvezza. Oggi veneriamo Maria con il titolo più alto: Madre di Dio, Sancta Dei Genetrix, Theotokos. Affidiamo la preghiera e l’impegno per la pace a Maria Madre di Dio, ai Santi, al Santo protettore del nuovo anno che ciascuno sceglierà, e allo Spirito Santo che è creatore”.
Così monsignor Bassiano Uggè, vicario generale e parroco dell’Assunta, che questa sera giovedì 1 gennaio 2026 ha presieduto nella Cattedrale di Lodi la celebrazione delle 18 nella solennità di Maria Santissima Madre di Dio e Giornata mondiale di preghiera per la pace. Accanto a lui, monsignor Giuseppe Cremascoli e monsignor Iginio Passerini, in comunione con il vescovo monsignor Maurizio Malvestiti che si trova in pellegrinaggio diocesano in Tunisia sulle orme di Sant’Agostino.
Nella Messa accompagnata dalla Cappella musicale diretta da don Piero Panzetti e dall’organista Michelangelo Lapolla, don Bassiano ha citato il messaggio di Papa Leone per la Giornata della Pace. “«Pace a voi» è la Parola di Gesù Risorto che non soltanto augura, ma realizza un definitivo cambiamento in chi la accoglie e così in tutta la realtà. È la più silenziosa rivoluzione – ha detto il Santo Padre -. Desidero ribadirlo: questa è la pace del Cristo risorto, una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante. Proviene da Dio, Dio che ci ama tutti incondizionatamente”.
E sul “Metti via la spada” di Gesù a Pietro nell’orto degli ulivi, Papa Leone aveva commentato in precedenza: “Disarma la mano e prima ancora il cuore. La pace è disarmata e disarmante. Non è deterrenza, ma fratellanza, non è ultimatum, ma dialogo. Non verrà come frutto di vittorie sul nemico, ma come risultato di semine di giustizia e di coraggioso perdono. Metti via la spada è parola rivolta ai potenti del mondo: abbiate l’audacia del disarmo! Ed è rivolta al tempo stesso a ciascuno di noi. Da disarmare prima di tutto è il cuore, perché se non c’è pace in noi, non daremo pace”.
Così anche dalla Cattedrale, nel primo giorno dell’anno nuovo, è salita la preghiera per la pace.
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