Chiesa
Giovedì 01 Gennaio 2026
Il Papa chiude il 2025 nel segno della Speranza, oggi la Giornata della Pace
TE DEUM Il messaggio pronunciato da Leone XIV
A chiusura del 2025, Papa Leone XIV ha presieduto il tradizionale “Te Deum” di ringraziamento al termine dell’anno civile, nella basilica di San Pietro, a pochi giorni dal termine dell’anno giubilare. Nella sua omelia, quasi un anticipo della giornata della Pace che apre invece il nuovo anno: un anticipo nel segno della speranza affidata alla Madre di Dio.
«In questo nostro tempo sentiamo il bisogno di un disegno sapiente, benevolo, misericordioso - ha detto il Pontefice -. Che sia un progetto libero e liberante, pacifico, fedele, come quello che la Vergine Maria proclamò nel suo cantico di lode: ”Di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono”. Altri disegni, però, oggi come ieri, avvolgono il mondo. Sono piuttosto strategie, che mirano a conquistare mercati, territori, zone di influenza. Strategie armate, ammantate di discorsi ipocriti, di proclami ideologici, di falsi motivi religiosi. Ma la Santa Madre di Dio, la più piccola e la più alta tra le creature, vede le cose con lo sguardo di Dio: vede che con la potenza del suo braccio l’Altissimo disperde le trame dei superbi, rovescia i potenti dai troni e innalza gli umili, riempie di beni le mani degli affamati e svuota quelle dei ricchi. La Madre di Gesù è la donna con la quale Dio, nella pienezza del tempo, ha scritto la Parola che rivela il mistero. Non l’ha imposta: l’ha proposta prima al suo cuore e, ricevuto il suo “sì”, l’ha scritta con ineffabile amore nella sua carne. Così la speranza di Dio si è intrecciata con la speranza di Maria».
Quindi, un riferimento ai piccoli: «Dio ama sperare con il cuore dei piccoli, e lo fa coinvolgendoli nel suo disegno di salvezza. Quanto più bello è il disegno, tanto più grande è la speranza. E in effetti il mondo va avanti così, spinto dalla speranza di tante persone semplici, sconosciute ma non a Dio, che malgrado tutto credono in un domani migliore, perché sanno che il futuro è nelle mani di Colui che gli offre la speranza più grande»
Infine, un riferimento al Giubileo, che nella diocesi lodigiana si è chiuso solennemente lo scorso 28 dicembre, mentre a Roma è alle sue fasi finali: «Il Giubileo è un grande segno di un mondo nuovo, rinnovato e riconciliato secondo il disegno di Dio [...] Oggi, carissimi, ringraziamo Dio per il dono del Giubileo, che è stato un grande segno del suo disegno di speranza sull’uomo e sul mondo. E ringraziamo tutti coloro che nei mesi e nei giorni del 2025 hanno lavorato al servizio dei pellegrini e per rendere Roma più accogliente. Questo era stato, un anno fa, l’auspicio dell’amato Papa Francesco. Vorrei che lo fosse ancora, e direi ancora di più dopo questo tempo di grazia».
Oggi, il Papa celebrerà la santa Messa per la Giornata della Pace (QUI il suo messaggio integrale pubblicato in occasione di questa ricorrenza) alle ore 10, quindi pregherà l’Angelus a mezzogiorno.
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