Il dono di sé sull’esempio di Gesù e sulla forza che ci dà la sua grazia
Solennità dell’Epifania Monsignor Malvestiti ha annunciato il giorno della Pasqua e ha accolto Dario Curioni fra i candidati agli Ordini sacri
Lodi
Martedì sera, solennità dell’Epifania, nella cattedrale di Lodi il vescovo Maurizio Malvestiti ha presieduto la Santa Messa con l’annuncio del giorno di Pasqua (quest’anno sarà domenica 5 aprile) e l’ammissione di Dario Curioni, alunno del Seminario proveniente dalla comunità pastorale di Santa Francesca Saverio Cabrini in Sant’Angelo Lodigiano, fra i candidati al diaconato e al presbiterato. Concelebranti diversi sacerdoti e ad animare la liturgia i seminaristi con il rettore don Anselmo Morandi e la Cappella musicale della Cattedrale.
«È l’Epifania della gratuità, ha detto Papa Leone, chiudendo con la Porta santa della basilica di San Pietro il Giubileo della speranza. La sorgente di ogni Epifania divina – ha spiegato il vescovo Maurizio - è la carità. Cosa ha spinto gli audaci sapienti, che erano contemplativi degli astri del cielo, a percorrere le distanze della terra fino a Betlemme, se non “l’amor che muove il sol e le altre stelle”? Chi li ha resi perseveranti nella ricerca, sfidando Erode, emblema di ogni crudeltà della storia che tenti invano di nascondere l’inconsistenza umana, quando non si riconosce il Creatore e Redentore e non si confida in Lui? Quale aspirazione li ha sorretti nell’affrontare l’incognito e l’impervio cammino del vivere se non la percezione e il fascino della carità? Il Dio che è amore, il Dio vicino dell’Incarnazione natalizia, il Dio della Pasqua di morte e risurrezione, oggi annunciata, li chiamava come chiama noi dalle lontananze del pensiero e dei desideri, e, purtroppo, non raramente da quelle del peccato, della menzogna e della corruzione, alla sua manifestazione: il divino è la più vera e irrinunciabile priorità dell’umano come lo è per il tempo l’eternità».
E in un altro passaggio il vescovo Maurizio ha sottolineato il significato dell’ammissione di un giovane agli Ordini sacri. «Nessuna offerta è gradita – ha sottolineato il pastore della diocesi - se non esprime il dono di noi stessi sull’esempio di Gesù e sulla forza che ci comunica la sua grazia. La vita intera ci allena a questa disponibilità, che si compirà grazie a piccoli passi purché siano quotidiani. Il seminarista Dario ne compie uno, singolare nella sua semplicità, perché apre una prospettiva verso un traguardo definitivo. Sarà ammesso tra i candidati agli Ordini sacri. Ne accerterò la disponibilità a prepararsi, con l’impegno nella formazione spirituale, la sola che regge la fedeltà a Cristo e alla Chiesa, consentendole di essere sacramento di unità per l’intero genere umano. Ne accoglierò con gioia il pronunciamento - giovanile ma libero - affidandolo a Dio affinché porti “a compimento ciò che ha iniziato”». Prima della benedizione, il presule ha affidato alla giovinezza divina i giovani che cercavano la gioia la notte di Capodanno, condividendo l’infinito abbraccio della preghiera per i feriti e tutti i familiari straziati dal dolore invocando responsabile prevenzione e buonsenso non trattandosi di tragedia imprevedibile ma di disastro evitabile. L’appuntamento per san Bassiano ha concluso la partecipata celebrazione.
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