Fedeli e vescovi da tutta Europa a Lodi nel nome di San Colombano. Sul «Cittadino» di lunedì 6 luglio tre pagine speciali da conservare
Nel week end Il 27esimo meeting delle comunità colombaniane
Lettura 1 min.Lodi
Fedeli e vescovi da tutta Europa a Lodi per il 27esimo meeting delle comunità colombaniane, che ha portato nella nostra città quanti si ispirano al monaco evangelizzatore dell’Irlanda, venerato anche nel nostro territorio, in varie comunità, da San Colombano al Lambro a Fombio.
È stato un fine settimana molto intenso, culminato nella giornata di domenica 5 giugno con la santa messa in cattedrale. Poco prima, nella cappella palatina, la cerimonia di accoglienza delle tante delegazioni internazionali e dei vescovi europei da parte del vescovo di Lodi monsignor Maurizio Malvestiti e del sindaco di Lodi Andrea Furegato.
Poi, alle 17, in una cattedrale gremita, la solenne celebrazione eucaristica, presieduta dal vescovo di Lodi e concelebrata da numerosi altri vescovi. Tra gli altri, il vescovo emerito di Lodi, monsignor Giuseppe Merisi, i vescovi di Piacenza e di Pavia, rispettivamente monsignor Cevolotto e monsignor Sanguineti, e poi, tra gli altri, il vescovo di Derry, in Irlanda del Nord e il vescovo di KIldare.
Bello il colpo d’occhio, con una parte del duomo occupato dai sacerdoti, entrati in processione, mentre un’altra parte era occupata dalle istituzioni e dai sindaci. Tra gli altri, il primo cittadino di San Colombano al Lambro Alessandro Granata, quello di Orio Litta Alessandro Ciusani, e poi quelli di Graffignana Giovanni Scietti, di Fombio Davide Passerini e di Salerano sul Lambro Stefania Marcolin. Oltre ovviamente al sindaco di Lodi.
Non sono mancati anche primi cittadini da diverse località italiane che venerano San Colombano. E, nelle prime file, c’erano l’ambasciatrice d’Irlanda presso la Santa sede Frances Collins, il prefetto di Lodi Davide Garra, il presidente della Provincia Fabrizio Santantonio, il presidente del tribunale Angelo Gin Tibaldi, la consigliera regionale Roberta Vallacchi, il comandante della polizia locale di Lodi e quello della polizia provinciale, così come il comandante dei carabinieri forestali.
In apertura di celebrazione don Paolo Braida della segreteria vaticana ha letto il messaggio del santo Padre Leone XIV.
L’omelia è stata invece pronunciata dal vescovo di Lodi, monsignor Malvestiti. «Colombano - ha detto - spalancò la vita allo spirito nella forma del monachesimo e del pellegrino itinerante che gli valse l’appellativo di Bianca Colomba, collocandolo tra i piccoli del Vangelo ai quali Dio rivela il Regno».
La celebrazione, impreziosita dalla corale, si è conclusa con i discorsi di rito e lo scambio dei regali. A monsignor Malvestiti è stata donata una “icona” irlandese che raffigura San Colombano, mentre il vescovo di Piacenza ha donato una reliquia del santo alla diocesi francese di Meaux dove è in costruzione una nuova chiesa.
Mauro Steffenini della comunità colombaniana di San Colombano al Lambro è colui che si è speso più di tutti per la buona riuscita dell’evento lodigiano e ha preso la parola, alla fine della cerimonia in cattedrale, per ringraziare il vescovo di Lodi e quanti hanno lavorato a vario titolo; un grazie anche ai tanti pellegrini che hanno raggiunto Lodi, così come ai vescovi e ai prestigiosi ospiti.
A chiudere una giornata storica per la diocesi di Lodi la cena del pellegrino nel cortile dell’episcopio, alla presenza di circa 400 commensali.
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