«Dio non ci abbandona nelle prove della vita»

LODI La Messa presieduta da monsignor Malvestiti alla floricoltura Oldani a San Fereolo

Lettura 1 min.

Lodi

Santa Messa di Santa Rita ieri sera alla floricoltura Oldani in via della Marescalca con il vescovo Maurizio che ha voluto essere presente con la preghiera in questo luogo di lavoro nella ricorrenza della religiosa agostiniana. «La Parola di Dio apre orizzonti nuovi, proprio quando la persecuzione tenta di fermare la corsa del Vangelo - ha esordito monsignor Malvestiti, accolto da numerosi fedeli, dalla famiglia Oldani e dal parroco di San Fereolo don Elia Croce -. Il Signore non ci abbandona nelle prove. Se amiamo Dio tutto volge al bene». Il pastore della diocesi ha ricordato anche la preghiera sacerdotale «e Gesù che prega il Padre prima per suoi apostoli, ma anche per noi, perché in lui abbiamo creduto affinché fossimo una cosa sola». La Pentecoste ci dice che «Dio ha fatto la sua parte», e ora «tocca a noi accoglierne la vita amando secondo Cristo i fratelli e le sorelle».

Un compito in cui ci accompagna la Madre del Signore, «che sentiamo vicina, affidando questo luogo di lavoro e pregando per tutti i lavoratori e le lavoratrici affinché tutti abbiano una occupazione dignitosa». Quindi il ricordo di Santa Rita da Cascia, la cui memoria attraversa i secoli e che pare sia tornata al Padre nel 1457, il 22 maggio: «Santa Rita ci indica la Parola di Dio, i Sacramenti: vivendoli raggiunse le vette della preghiera mistica nella passione di Cristo. Offrì tutto per la gloria di Dio diffondendo la carità di Cristo per alleviare i dolori del prossimo, avvicinando i poveri e cercando di ricomporre unità e pace tra le famiglie della sua città. Santa Rita è venerata come la Santa delle cause impossibili perché, imitando il “sì” di Maria, si compiva in lei ciò che dice il Vangelo di Luca: “Nulla è impossibile a Dio”. Così divenne la Santa del perdono più forte di ogni vendetta. Perse il marito per assassinio, non si vendicò scongiurando la vendetta. Perse i due figli, ma rimase fedele al Signore».

Era quindi una Santa tenace, tanto che riuscì ad entrare nel monastero delle Agostiniane: «Ma è conosciuta anche come la Santa delle rose perché pare che in pieno inverno una rosa sia fiorita nel giardino del monastero. Un messaggio che dobbiamo portare nel cuore: nell’inverno della nostra vita la fede e la speranza fanno fiorire questo dolore, che vissuto con fede speranza e carità, a sua volta, fa fiorire la vita».

A Santa Rita «affidiamo la guarigione dei malati e la perseveranza per chi cerca di rimanere fedele al Battesimo». Infine, la preghiera per Papa Leone XIV, anche lui agostiniano, «che vogliamo accogliere il 20 giugno con filiale amore a Sant’Angelo Lodigiano, nella terra della missionaria del Sacro Cuore Santa Francesca Cabrini, confermando nella fede degli apostoli la fraternità cristiana che diventa fraternità universale». Al termine la consegna delle rose benedette.

© RIPRODUZIONE RISERVATA