«Bombardamenti in Libano, situazione molto seria. I volontari della locale Caritas sono mobilitati»
L’intervista Parla Peter Mahfouz di Caritas Lebanon
Lodi
Peter Mahfouz di Caritas Lebanon lo dice chiaramente, lasciando intendere una situazione di forte precarietà: in Libano la situazione è «molto seria» e molte famiglie hanno lasciato le proprie case a causa dei bombardamenti. I locali volontari Caritas sono mobilitati per portare aiuto alla popolazione, ma la «crisi economica e l’instabilità persistente hanno creato incertezza sul futuro».
I media descrivono un Libano devastato dai recenti bombardamenti. Qual è la reale portata dell’emergenza umanitaria oggi e quali sono i bisogni più urgenti della popolazione civile?
«La situazione umanitaria in Libano è davvero molto seria. L’escalation di violenza e i recenti bombardamenti hanno costretto molte famiglie a fuggire dalle proprie case, cercando sicurezza in altre aree del Paese. Stiamo assistendo a un crescente sfollamento interno, con persone che arrivano nei rifugi o vengono ospitate da parenti e comunità che sono già sotto forte pressione economica. I bisogni più urgenti che riscontriamo riguardano il sostegno umanitario di base: cibo, pasti caldi, materassi, coperte, forniture igieniche e accesso alle cure mediche. Oltre ai bisogni materiali, c’è anche un profondo impatto psicologico, specialmente sui bambini e sulle famiglie che hanno vissuto la paura e la perdita».
La morte di Padre Pierre El Raii ha scosso tutti noi. Come cappellano della Caritas, che impatto ha avuto questo tragico evento sui vostri volontari e quale messaggio lascia il suo sacrificio al Paese?
«La perdita di Padre Pierre El Raii ha toccato profondamente la famiglia Caritas e le comunità che serviva. Non era solo un sacerdote, ma un pastore che è rimasto vicino alla sua gente anche nei momenti più difficili. La sua morte è un doloroso promemoria del costo umano della guerra, ma è anche una testimonianza di fede e dedizione. Per i nostri volontari, la sua vita e il suo sacrificio ricordano che il servizio ai più vulnerabili non è solo un dovere, ma una missione radicata nell’amore e nella solidarietà».
Come Caritas Lebanon Youth, in che modo i vostri giovani volontari si stanno organizzando per aiutare gli sfollati e chi ha perso tutto? Su quali attività specifiche vi state concentrando maggiormente durante questa crisi?
«I nostri giovani volontari si sono mobilitati fin dai primi momenti della crisi. Attraverso la rete Caritas Libano Youth e la nostra Unità di Risposta alle Emergenze, sono attivamente coinvolti nel sostegno alle famiglie sfollate. Aiutano nella distribuzione di pasti caldi, materassi, coperte, vestiti e cibo pronto al consumo. Organizzano anche attività per i bambini nei rifugi per offrire momenti di sollievo e normalità, nonostante le difficili circostanze. La loro presenza è il segno che, anche nel mezzo della crisi, la solidarietà e la compassione rimangono forti tra i giovani del Libano».
Molti giovani libanesi affrontano il dilemma se restare o lasciare il Paese. Come Caritas, come riuscite a nutrire la speranza in una generazione che vede il proprio futuro minacciato dalla violenza?
«È vero che molti giovani libanesi oggi affrontano la dolorosa domanda se restare o andarsene, io stesso ci penso ogni giorno. La crisi economica e l’instabilità persistente hanno creato incertezza sul futuro. Come Caritas, cerchiamo di nutrire la speranza ricordando ai giovani che non sono soli e che il loro ruolo nella ricostruzione della società è essenziale. Attraverso il servizio, il volontariato e l’impegno comunitario, li aiutiamo a riscoprire un senso di scopo e solidarietà. Qui la speranza non è semplicemente un sentimento: è la decisione di continuare a servire e a credere nella dignità di ogni persona umana, nonostante le sfide».
La nostra comunità, come Caritas in particolare, in Italia, vi è vicina. Oltre alla preghiera, qual è il modo più efficace per sostenere concretamente il vostro lavoro e il popolo libanese in questo momento storico?
«Siamo profondamente grati per la solidarietà dei nostri amici in Italia e in tutto il mondo. La preghiera è già un supporto potente, ma anche la solidarietà concreta è essenziale. Sostenere i programmi della Caritas che forniscono cibo, assistenza per gli alloggi, cure mediche e protezione per le famiglie sfollate ci permette di ampliare la nostra risposta e raggiungere più persone bisognose. In questo momento, il supporto umanitario e la sensibilizzazione sono fondamentali per aiutare il popolo libanese ad affrontare questo capitolo così difficile».
*Caritas Lodigiana
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