A Bari il simposio delle Chiese cristiane in Italia

ECUMENISMO Pace, giustizia e unità al centro della testimonianza comune. Fra i partecipanti il vescovo di Lodi monsignor Maurizio Malvestiti

Bari

Un “Patto per un cammino comune di testimonianza”, firmato ieri nella cattedrale di Bari per la prima volta dai responsabili delle diverse Chiese cristiane in Italia. Un testo agile, che si sviluppa in sei articoli dove le Chiese riconoscono il “fondamento della comunione”, si impegnano al “rispetto reciproco”; ribadiscono l’importanza della “collaborazione per la coesione sociale e il bene comune”, la “testimonianza comune” e l’impegno permanente”.

Diciotto firme

A firmare il “Patto” il cardinale Matteo Zuppi, per la Chiesa cattolica, il metropolita Polykarpos per la Sacra arcidiocesi ortodossa d’Italia (Patriarcato ecumenico di Costantinopoli), il metropolita Siluan per la diocesi ortodossa romena, Daniele Garrone, presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia. E poi ci sono i responsabili della Chiesa evangelica luterana In Italia, della Chiesa ortodossa bulgara, della Chiesa evangelica valdese, dell’Unione cristiana evangelica battista d’Italia. In tutto 18 firme. C’è pure il delegato per l’Amministrazione delle parrocchie del Patriarcato di Mosca in Italia.

Il vescovo Maurizio a Bari

Tra i partecipanti al simposio anche il vescovo di Lodi monsignor Maurizio Malvestiti, che nella Conferenza episcopale italiana è segretario della Commissione “Ecumenismo e dialogo” ed è delegato nella Conferenza episcopale lombarda per lo stesso settore. Il patto tra le Chiese cristiane in Italia rappresenta in effetti un evento di portata storica, poiché è il primo accordo di questo tipo firmato a livello nazionale. La sua importanza risiede anzitutto nel fatto che esso non nasce da un semplice atto formale o istituzionale, ma da un lungo e proficuo cammino vissuto insieme segnato dall’incontro, dal dialogo e dalla maturazione reciproca, a livello nazionale che locale.

La via italiana al dialogo

È una tappa fondamentale per una “via italiana del dialogo”. In un contesto secolarizzato e pluralista, il “patto” rende “visibile una testimonianza cristiana credibile, capace di dialogare con lo Stato e con la società nel rispetto della laicità”. Le Chiese parlano della “sfida della testimonianza pubblica comune”: “parlare e agire insieme nella società italiana, su temi sensibili come la pace, le migrazioni, le discriminazioni religiose o il rapporto tra religione e politica, espone le Chiese a critiche e incomprensioni. Tuttavia, rinunciare a questa dimensione significherebbe tradire la vocazione cristiana”.

Sabato 24 gennaio la conclusione

L’appuntamento di Bari prevedeva delle sessioni aperte a tutti, così da coinvolgere le comunità locali e quanti sono interessati al tema. Ieri nella cattedrale di Bari si è tenuta l’apertura con i saluti istituzionali e l’introduzione, a cui ha fatto seguito alle 21, nella basilica di San Nicola, un concerto meditazione a cura della Fondazione “Frammenti di luce”.

Oggi, sabato 24 gennaio, dalle 8.15 alle 8.45, ciascuna confessione proporrà la preghiera secondo la propria tradizione in un luogo significativo della città. Alle 17, nella cattedrale, è prevista la conclusione del simposio e alle 18.30 nella basilica di San Nicola la celebrazione ecumenica nazionale della Parola.

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