Sal deve scavare due pozzi più profondi per l’acqua potabile

A 150 METRI Per San Martino e Merlino partono le nuove trivellazioni, la falda a 80 metri ormai rischia di contenere Pfas

Lettura 1 min.

Merlino - San Martino

Hanno preso il via le operazioni di scavo dei nuovi pozzi per la captazione di acqua potabile, a San Martino e a Merlino. L’intervento, anche su un impianto rinnovato di recente come quello di San Martino, è finalizzato a evitare ogni possibile contaminazione di natura antropica, alla luce delle nuove norme che entreranno in vigore a gennaio 2027, con parametri e limiti più stringenti su alcuni potenziali inquinanti. La maggiore profondità rende inevitabile anche la modifica tecnica dei processi di trattamento, con i tradizionali filtri in carbone granulare che sono affiancati da altri sistemi in grado di trattare componenti minerali naturali come ferro o manganese. Il doppio analogo intervento di San Martino e Merlino vede un esborso di oltre un milione di euro da parte di Sal – Società Acqua Lodigiana. I lavori in fase di realizzazione riguardano la platea di fondazione in calcestruzzo armato, una struttura in carpenteria metallica per i filtri, le tubazioni e la relativa componentistica, necessari per destinare poi le acque captate alla rete di distribuzione.

«Come è noto, anche i comuni di Sordio, Zelo Buon Persico, Montanaso e Cervignano sono coinvolti da questa tipologia di interventi, conseguenti alle novità introdotte dal Dlgs 102 del 2025 che pone in essere limiti molto più severi per i composti chimici presenti nell’acqua, con un’attenzione particolare ai Pfas e al Tfa - spiega il presidente di Sal Vittorio Codeluppi -. Occorre, di conseguenza, disporre della tecnologia e delle strumentazioni adeguate, da cui discende la necessità di disporre di pozzi più profondi, che nel caso attuale vengono portati dalla circa 80 alla quota di150 metri».

© RIPRODUZIONE RISERVATA