Tre caprioli travolti dalle auto

Tre caprioli uccisi in pochi giorni, tutti investiti dalle auto. È un bilancio pesante quello delle prime “migrazioni” di questi animali verso il Lodigiano. In provincia sembra infatti che non ci siano caprioli, né allevati né selvatici, così si ipotizza che questi esemplari siano arrivati da altri territori, per esempio dal Piacentino o dal Cremonese. Il fenomeno ora verrà tenuto sotto controllo dalla polizia provinciale, se ci saranno nuovi avvistamenti e segnalazioni bisognerà intervenire per evitare altri pericoli sulle strade. «Nel piano provinciale di contenimento delle specie problematiche non figurano questi animali, perché non presenti sul territorio - spiega il dirigente del dipartimento agricoltura della Provincia Alberto Tenconi -, ma se dovessero esserci altre segnalazioni faremo una modifica e li inseriremo, perché la loro presenza è oggettivamente pericolosa per gli automobilisti». E così, al pari di nutrie, volpi, corvi e piccioni, anche i caprioli diventeranno animali da “abbattere”.

I tre incidenti, quindi, sono avvenuti nel giro di una settimana: il 14 maggio alle 6 del mattino a Basiasco, lungo la provinciale 26; il 16 maggio in autostrada, alle 7, nei pressi del casello di Piacenza Nord (l’animale è stato trovato dagli operatori della società autostrade, forse era stato travolto da un tir che poi si era allontanato); il 20 maggio, infine, alle 3.20, sempre in autostrada in prossimità del casello di Casale. In tutti i casi la polizia provinciale è intervenuta per provvedere allo smaltimento delle carcasse degli animali, che può avvenire in un centro apposito oppure tramite interramento utilizzando la calce vive, per evitare l’inquinamento del terreno.

«Tre casi in così poco tempo sono tanti, anche perchè nel Lodigiano non ci sono caprioli, né allevati né selvatici» spiega il comandante della polizia provinciale, Arcangelo Miano. La loro presenza è diffusa nella zona golenale del Po, nel Cremonese, «e forse da lì si sono spostati verso il Lodigiano - aggiunge Tenconi -. Per noi sono una novità assoluta, in passato c'era stata solo qualche segnalazione ma nulla di più. Ora terremo d’occhio il fenomeno e se dovessero esserci nuovi caso decideremo come intervenire».

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