SANT’ANGELO Il “caso Belfuggito” verso la soluzione

«L’ultima famiglia andrà via presto, poi la struttura sarà libera»

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Sant’Angelo Lodigiano

«Finalmente vediamo la luce in fondo al tunnel». Perché «all’appello manca solo un alloggio, poi la cascina sarà libera e potremo lavorare per impedire nuovi ingressi». Anche scavando una trincea, per creare un ostacolo al passaggio dei mezzi, e posizionando un cancello. Quasi vuota cascina Belfuggito, come spiega Carlo Chiaravallotti, proprietario di una porzione dell’ex complesso rurale finito al centro di un fenomeno di occupazioni abusive e teatro di numerosi blitz e monitoraggi delle forze dell’ordine. «Nelle ultime settimane abbiamo murato altre due abitazioni, dopo i due interventi precedenti in cui avevamo già murato gli altri alloggi che via via si erano liberati - racconta l’uomo, che ha una procura speciale anche sull’altra parte di proprietà - : non possiamo che ringraziare le forze dell’ordine per il lavoro svolto in questi mesi e che ci sta portando a vedere la luce». Da tempo i contatti tra Comune, prefettura e forze dell’ordine sono costanti sul tema e si sta lavorando in sinergia per scrivere la parola fine a un capitolo travagliato e complesso. La prima svolta d’impatto era arrivata nel mese di maggio, quando erano stati murati i primi appartamenti lasciati vuoti dopo la diaspora degli occupanti. «Altri due appartamenti si sono poi liberati nelle scorse settimane e sono stati murati e ne erano rimasti due, uno dei quali lasciato vuoto da una madre e una figlia nei giorni scorsi: al momento c’è solo un nucleo, che è di fatto quello che potremmo definire storico, ma abbiamo già avuto rassicurazioni che lasceranno anche loro. Insomma ci siamo, dopo anni di difficoltà. E dopo essere stati costretti anche a rinunciare a una vendita di tutto il complesso per trasformarlo in agriturismo di alto profilo: il progetto era già definito, con possibilità di ospitare cavalli e realizzare anche un pista per gli elicotteri per i clienti in arrivo all’aeroporto di Milano Linate. Tutto andato in fumo per le condizioni del complesso». Per evitare gli accessi al sito - la strada d’ingresso oggi è presidiata anche da una telecamera posizionata dal Comune - si lavorerà anche alla creazione di una trincea oltre che di un nuovo cancello. «Poi si aprirà la partita della bonifica e della rimozione di tutti i rifiuti - chiude Chiaravallotti - : confidiamo nell’aiuto di tutte le istituzioni e siamo pronti al dialogo sul futuro del sito».

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