SAN COLOMBANO Si è spento Alberto Radius, uno dei migliori chitarristi italiani, leader della Formula 3 e collaboratore di Battisti e Battiato

Aveva ottant’anni. Da venerdì (ore 10) la camera ardente. Sabato i funerali nella chiesa parrocchiale

Addio ad Alberto Radius. Il musicista, considerato dalla stampa specializzata il miglior chitarrista italiano, si è spento oggi nella sua casa di San Colombano, dove viveva da tempo. Aveva ottant’anni. La camera ardente sarà aperta venerdì alle 10. Sabato alle 11 i funerali nella chiesa parrocchiale.

A dare l’annuncio della sua scomparsa è stata la stessa famiglia del musicista. «È con profondo dolore e tristezza - ha fatto sapere in una nota - che condividiamo la notizia della sua scomparsa. Dopo una lunga malattia, si è spento serenamente, accanto ai suoi affetti più cari. La famiglia del maestro Radius chiede, in questo difficile momento, che sia rispettata la privacy che lo ha sempre contraddistinto».

Quella di Alberto Radius è stata una lunga carriera, costellata di successi e di collaborazioni. Un’amicizia fraterna con Lucio Battisti, con il quale ha suonato in alcuni album e poi uno strettissimo rapporto con Franco Battiato, che lo ha visto lavorare negli album L’era del cinghiale bianco, Patriots e nel trionfale La voce del padrone.

Esponente di punta del Rock progressivo nazionale, agli inizi degli anni Settanta fece parte della Formula 3, gruppo che incise diverse canzoni di Mogol e Battisti e che accompagnò in diverse occasioni il cantautore di Poggio Bustone. Famosissimo nel panorama musicale di quegli anni l’introduzione di chitarra elettrica di Eppur mi sono scordato di te, un riff diventato storico, composto ed eseguito proprio da Radius.

Autore di diversi dischi solisti, tra sperimentazione prog e rock puro, Radius ha prodotto anche 350 dischi di numerosi artisti.

Afflitto da qualche tempo da diversi problemi di salute, in un’intervista a Rolling Stone in occasione dei suoi ottant’anni, si era detto ancora entusiasta della musica e aveva svelato l’intenzione di andare a riprendere molti nastri inediti di Franco Battiato che conservava nel garage di casa.

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