Poste, nuova mannaia sugli sportelli

Rischiano la riorganizzazione del servizio a giorni alterni gli uffici postali di Salerano, Marudo, Borgo San Giovanni e Brembio, ma tanti altri comuni potrebbero subire la mannaia di Poste Italiane, fino alla chiusura delle sedi minori che abbiano a meno di sei chilometri uffici di grandi dimensioni. Nel Lodigiano, tantissimi centri. È l’allarme lanciato dai sindacati dopo l’ennesima indicazione di riorganizzazione arrivata da Poste Italiane, che entro luglio intende avviare la trattativa sindacale per la chiusura, a livello regionale, di 95 uffici postali e il servizio a giorni alterni per 58 uffici.

«Non abbiamo ancora il progetto in dettaglio, ma temiamo che come l’altra volta, si intenda agire nel rispetto delle norme che disciplinano il servizio minimo, ma che non tengono conto della morfologia territoriale - si legge in un comunicato a firma di Benedetto Matteucci, segretario lodigiano Slc Cgil -. La norma impone infatti di assicurare almeno un ufficio postale nel 96 per cento dei comuni, con una possibilità di accesso all’ufficio postale entro la distanza massima di 3 chilometri dal luogo di residenza per il 75 per cento della popolazione, di 5 chilometri per il 92 per cento e di 6 chilometri per il 97,5 per cento. Il nostro territorio sarà particolarmente colpito da questo progetto per la presenza di molti comuni che rientrano nelle distanze indicate».

A rischiare direttamente la chiusura sono gli uffici minori che a breve distanza abbiano centri maggiori. È il caso, per esempio, di Terranova, Cavacurta e Corno giovine che sono nel raggio di sei chilometri da Codogno, di Zorlesco, frazione di Casale, di Brembio e Secugnago, che da due a tre chilometri di distanza potrebbero diventare uno, e ancora di tanti altri comuni. «Non abbiamo il dettaglio e quindi non possiamo ancora sapere quali saranno gli uffici tagliati, ma visti i numeri e visto il nostro territorio, riteniamo che il Lodigiano sia a rischio di qualche operazione per i cittadini e temiamo anche per il personale - spiega Benedetto Matteucci -. In altre regioni sono già stati annunciati esuberi. La politica di Poste Italiane, l’anno scorso quasi 850 milioni di utile netto, è improntata ai tagli e alle razionalizzazioni, quando da tempo denunciamo invece la carenza di personale e la necessità di nuove assunzioni».

Ma se anche le chiusure si dovessero evitare, la riorganizzazione sembra inevitabile per gli ultimi quattro sportelli del territorio che sono condotti da un solo operatore, Salerano, Marudo, Borgo San Giovanni e Brembio. In due precedenti round l’estate scorsa e qualche mese fa erano stati riorganizzati con aperture a giorni alterni 14 uffici su 18, quelli di Terranova, Valera Fratta, Corte Palasio, Crespiatica, Boffalora d’Adda, Cervignano d’Adda, Santo Stefano, Zorlesco, Mairago, Cavacurta, Corno Giovine, Villanova del Sillaro, Bertonico e Ossago. Ora sembra essere arrivata la volta degli ultimi quattro.

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