“Partite proibite” degli stranieri,
il sindaco: «I problemi sono altri»

SANT’ANGELO Le lamentele dei vicini cavalcate dai vannacciani

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Lamentele, segnalazioni e richieste, non ci sono posti buoni dove giocare a calcio per i ragazzi di Sant’Angelo. È il paradosso di una città che ha investito e sta investendo tanto negli impianti sportivi, ma che si trova a fare i conti con gli spazi che mancano per i ragazzi e che gli adulti vogliono limitare ancora di più.

È diventata di pubblico dominio in questi giorni la polemica e la battaglia che alcuni residenti del quartiere dei fiori stanno portando avanti da tempo contro i gruppi di ragazzi, stranieri o di origine straniera per lo più che nel week end, di giorno, si infilano nel campetto del Sant’Angelo Calcio e giocano tutto il giorno a pallone. La questione è arrivata fino al gazebo del Comitato di Futuro Nazionale domenica mattina e subito i vannacciani l’hanno girata al Comune, al quale peraltro era già arrivata in passato: i residenti sostengono che il campo debba restare chiuso sabato e domenica, e che ci debbano essere più controlli per evitare che ne facciano uso «abusivamente». L’accusa sottintesa è che il Comune non faccia quello che dovrebbe. «Premesso che ciascuno ha le proprie legittime priorità, e che questa sinceramente, rispetto a tutti i problemi di Sant’Angelo, mi pare poca cosa, tuttavia abbiamo affrontato la questione, e abbiamo anche fatto in modo che arrivassero i carabinieri in un paio di occasioni – dice il sindaco di Sant’Angelo Cristiano Devecchi -. Una volta allontanati, i ragazzi però dopo qualche ora o l’indomani ritornano. E quindi? Quale sarebbe la soluzione? Proveremo comunque a ragionarci, anche insieme al Sant’Angelo Calcio, che ha in gestione il campetto. E al tempo stesso, però, mi chiedo quali danni facciano mai. È evidente che le abitazioni vicine agli impianti sportivi possano risentirne, ma finora non ci risultano essere mai accadute situazioni di grave disagio». Piuttosto, la preoccupazione è all’opposto: il cantiere per i nuovi campi polivalente e da tennis non permette più ai ragazzini, soprattutto italiani in questo caso, di usare i vecchi campetti limitrofi alla piscina.

«Qualcuno mi ha già segnalato che questi ragazzi non hanno più un posto dove andare a giocare, e il rischio concreto è di ritrovarseli per strada, almeno fino al termine del cantiere – conclude Devecchi -. I problemi dipendono dagli occhi di chi li guarda, per qualcuno bisogna togliere spazi, per altri bisogna darne. Proveremo ad affrontare la questione in modo complessivo, anche se soluzioni facili non ce ne sono».

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