Massalengo: camionista suicida «per stress da lavoro», due richieste di rinvio a giudizio

LOGISTICA Inchiesta a Torino, davanti al giudice un imprenditore di Massalengo e un “capetto” piemontese

Il legale rappresentante di una società di logistica di Massalengo e il preposto del magazzino Carrefour del Sito Interporto di Rivalta, gestito dalla logistica lodigiana, hanno ricevuto dalla Procura di Torino la richiesta di rinvio a giudizio, rispettivamente, per le ipotesi di omicidio colposo in conseguenza di violazione di norme sulla sicurezza sul lavoro e per comportamenti persecutori, ai danni di un camionista torinese che era di fatto dipendente dell’azienda di Massalengo, Renato Fesce. Il lavoratore all’inizio del 2023, a 59 anni, si era tolto la vita lanciandosi da una finestra della propria abitazione, lasciando la moglie e un figlio. Secondo i pm torinesi Vincenzo Pacileo e poi Rossella Salvati, il tragico gesto potrebbe essere stato la conseguenza di una lesione del benessere psicofisico del lavoratore, a causa di turni di guida massacranti, in ipotesi fino a 50 ore settimanali, sei giorni su sette, con enormi difficoltà nel fruire di riposo e permessi. Secondo testimonianze, il preposto, un torinese, in un’occasione avrebbe addirittura preso a schiaffi Fesce davanti ad alcuni colleghi perché il camionista avrebbe chiesto di rendere meno pressanti i turni. Dopo il suicidio, la moglie del camionista si aveva presentato un esposto e la Procura non si è fermata. Tra un mese l’udienza preliminare.

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