Febbre del Nilo, sei casi nel Lodigiano:
scatta il ricovero in ospedale

Almeno in 5 ricoverati al Maggiore con gravi infezioni neurologiche, ora stanno meglio. L’allerta è scattata a San Martino, Massalengo, Graffignana, Borghetto, Vidardo , Casaletto e nella Bassa

Febbre del Nilo, sei casi nel Lodigiano: scatta il ricovero in ospedale
La raccolta delle zanzare quest’anno ha dato esito positivo per la West Nile sia a Borghetto che nella Bassa

Sei casi di West Nile nel Lodigiano. A comunicarlo l’Ats. Intanto scattano le disinfestazioni contro le zanzare nei comuni coinvolti e almeno 5 persone vengono ricoverate in ospedale con infezioni serie, tutte accertate o fortemente sospette. I casi di trasmissione nelle persone erano attesi visto che i veterinari dell’Ats, già il mese scorso, hanno individuato zanzare positive, nella Bassa e a Borghetto (dove fin dal 2014 quando è stata ritrovata la carcassa di un animale con la West Nile, ogni anno ad aprile si fa la disinfestazione) durante il monitoraggio annuale della stagione estiva. Ora l’allerta è scattata a San Martino, Massalengo, Graffignana, Borghetto, Vidardo , Casaletto e nella Bassa.

La West Nile è una malattia trasmessa proprio dalla culex, la zanzara della pianura padana, ma fortunatamente, non si trasmette da persona a persona.

Fra i casi sintomatici, circa il 20 per cento presenta febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati e sfoghi cutanei. Negli anziani e nelle persone debilitate la sintomatologia può essere più grave.

Almeno 5 persone in questi giorni sono state ricoverate nel reparto di neurologia guidato dal medico Angelo Zilioli, in rianimazione e nell’area medica, in alcuni casi con febbre anche molto alta e in stato confusionale. L’ultima diagnosi risale a ieri pomeriggio e riguarda una donna di 50 anni arrivata con una meningite. Dal pannello degli esami effettuati, però non erano presenti agenti eziologici tipici della meningite, ma una volta ricercata la West Nile, la risposta è stata subito positiva: encefalo meningite da febbre del Nilo.

La donna è stata sottoposta, con esito favorevole, alla terapia antibiotica. Ora sta meglio. Anche altri tre casi ricoverati al Maggiore sono sulla via della guarigione. Un uomo di 50 anni era entrato in reparto in gravi condizioni, portandosi appresso una mielite, una infiammazione che colpisce il midollo. Ora il paziente si trova in riabilitazione.

Un 72enne, invece, è stato colpito da una meningo encefalite ed è finito addirittura in rianimazione per alcune complicanze che poi, per fortuna, ha superato e ora sta meglio (per lui però la conferma non è ancora arrivata).

«L’anno scorso non abbiamo avuto casi - spiega il medico Zilioli - . In genere, in questo periodo abbiamo sempre dei casi di West Nile. Nel 2015 ne abbiamo avuti 4 o 5. In alcuni casi la puntura della zanzara causa infezioni di poco conto, con evoluzioni positive, in altri, invece, provoca complicanze più severe».

L’Ats ha chiesto ai Comuni di San Martino, Graffignana e Massalengo di emettere un’ordinanza di disinfestazione.

«Fare la disinfestazione - spiega il primario - riduce la diffusione».

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