Condannato l’accattone violento di Sant’Angelo

«L’egiziano è stato condannato ma io non ho risolto niente. Ho ancora il braccio dolorante per i colpi che mi ha dato col mattarello e mi troverò tutte le spese del processo da pagare (si è costituito parte civile, ndr), dato che lui non pagherà nemmeno un centesimo del risarcimento di 7.500 euro deciso dal giudice. Spero almeno che sconti tutta la pena e poi torni nel suo Paese». Sono parole cariche di amarezza e di rabbia quelle di Andrea Grossi, il 68enne di Sant’Angelo che lo scorso agosto venne aggredito davanti al bar Del Ponte all’ingresso del quartiere San Rocco. Lo straniero mercoledì ha ricevuto una condanna a 24 mesi di reclusione, con rito abbreviato e relativo “sconto”, che sommata a quella rimediata per le coltellate del giorno successivo ad Alessandro Biancardi, 27 anni, portano la pena totale da scontare a tre anni e mezzo. Quel caso aveva scosso l’intera di Sant’Angelo, e il sindaco Maurizio Villa aveva emesso un’ordinanza (respinta però dal prefetto) molto restrittiva sull’accattonaggio. Proprio perché sarebbe stato il rifiuto di fare l’elemosina, da parte del pensionato, a scatenare l’egiziano. «Giustizia è fatta - le parole del primo cittadino -, mi auguro solo che determinati personaggi ritornino nei Paesi di origine. Che una persona di una certa età debba essere trattata in quel modo non è mai bello, è un episodio che ha lasciato il segno. Per chi vuole integrarsi le porte sono aperte, ma certi soggetti lo Stato italiano dovrebbe immediatamente allontanarli. Ora mi auguro che sconti tutto e che poi torni nel suo Paese, che non è Sant’Angelo».

Ma M.M.S.S.H, il 29enne egiziano conosciuto dai barasini anche come “Mimmo” aveva sostenuto che lui dal pensionato aveva avuto segnalazioni per posti di lavoro e che in realtà si aspettava un altro aiuto simile, ma avrebbe avuto una risposta sgarbata. «Invece il giudizio abbreviato del gup ha confermato pienamente la tesi dell’accusa», sottolinea Carlo Speziani, avvocato di parte civile del 68enne. Il 18 agosto il 29enne avrebbe bucato una gomma dell’auto del pensionato, il 19, dopo le botte, anche altre tre gomme. Il difensore Ennio Ercoli ha puntato a far cadere l’accusa di tentata rapina, data la modica somma “pretesa”. Ma il gup l’ha confermata, assieme a lesioni e danneggiamento aggravati. Per il segretario nazionale della Lega Lombarda Paolo Grimoldi sono condanne «troppo morbide».

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