(Foto di Borella)
20 GIUGNO A SANT’ANGELO Il significato e le tappe del pellegrinaggio del Pontefice nato a Chicago nella città della Patrona di tutti i migranti che nella metropoli americana mise a frutto la sua enorme opera di bene
Lettura 2 min.“Bella Fra” avrà un triplice significato: oltre a San Francesco d’Assisi, figura di riferimento e approfondimento del tema di quest’anno, la gioia del saluto giovanile si potrà applicare a Santa Francesca Saverio Cabrini, e a Francis Robert Prevost, Leone XIV, che in Sant’Angelo Lodigiano arriverà per rendere devozione proprio alla nostra Santa Cabrini e che sarà accolto dai bambini e dai ragazzi dei Grest. È stato lo stesso vescovo di Lodi monsignor Maurizio Malvestiti a richiamare questo triplice valore lodigiano nella conferenza stampa ufficiale di presentazione della visita di Leone XIV a Sant’Angelo il prossimo 20 giugno.
A dieci giorni dall’evento, con il benvenuto del direttore de «Il Cittadino» Lorenzo Rinaldi, la presentazione è avvenuta ieri pomeriggio nella sala conferenze del nostro quotidiano alla presenza della stampa lodigiana, cremonese e piacentina per illustrarne il significato e i principali aspetti organizzativi.
L’essenziale di questa visita di devozione, come ricordato da monsignor Malvestiti in apertura, è che si tratta di un evento ecclesiale. «Protagoniste sono le 121 parrocchie della Diocesi, i sacerdoti e i diaconi, e i giovani e gli adulti rappresentanti parrocchiali - ha detto il vescovo -. Con loro, le relative comunità rappresentate dai sindaci dei 60 Comuni del Lodigiano e una decina del Sudmilano, pavese e cremonese». Monsignor Malvestiti ha voluto ricordare la genesi di questa visita storica. «Il merito è di Santa Francesca Cabrini, la cui nascita al cielo è avvenuta nella stessa città dove è nato il nostro Papa. Io ricordo poi l’occasione del 6 settembre 2025 con l’udienza di 800 partecipanti lodigiani, in cui ho lasciato una lettera d’invito prendendo il Papa per il cuore, come mi piace ricordare. Quindi anche il sindaco di Sant’Angelo ha fatto i suoi passi, con un’altra lettera d’invito, e il parroco di Sant’Angelo monsignor Enzo Raimondi altrettanto. Fino alla bellissima notizia, che ci ha riempito il cuore di gioia, della visita a Sant’Angelo in occasione della visita a Pavia».
L’arrivo del Santo Padre nel Lodigiano, 34 anni dopo Giovanni Paolo II, è un evento che va oltre l’aspetto religioso, lo riconosce e sottolinea lo stesso vescovo Malvestiti. «È un incontro con tutta la terra lodigiana, la comunità credente e non credente, che va ad ascoltare il pastore che ci parla di Dio e di quella pace cui tutti aspirano - ha detto alla stampa monsignor Malvestiti -. La meraviglia dell’accoglienza che il Pontefice ha ricevuto in questi giorni anche in sede non ecclesiastica in Spagna rappresenta la concordia con cui tutti possiamo ascoltare la sua parola». Naturalmente l’aspetto spirituale rimane centrale per la Diocesi e per il vescovo monsignor Malvestiti. «Abbiamo fatto un percorso di preparazione in più tappe di preghiera, il 24 aprile a Lodi all’indomani dell’annuncio della visita, il 4 giugno nella basilica di Sant’Angelo, domenica scorsa per il Corpus Domini in cattedrale a Lodi e ancora venerdì sera, dopodomani, nella chiesa del Tabor di Codogno per la solennità del Sacro Cuore - ha spiegato il vescovo -. La chiesa del Tabor dove è custodito il cuore di Santa Cabrini che sarà spostato il 20 giugno a Sant’Angelo per la visita del Pontefice. Confido in un abbraccio delle due comunità, un abbraccio nel nome della Santa e un abbraccio nel nome del Papa che vuole puntualizzare la comprensione e il rispetto reciproco».
In occasione della conferenza, il vescovo di Lodi ha distribuito ai presenti l’immagine ufficiale della visita del Papa, con la frase di Sant’Agostino: “Noi siamo eterni cercatori di Dio. Cercate come chi ha trovato, trovate come chi ha sempre da cercare”.
Sul Cittadino in edicola oggi 10 giugno due pagine con il programma e le anticipazioni della visita del Santo Padre in terra lodigiana, anche per gli abbonati al digitale
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