Lo sfogo dell’allevatore assediato dalla logistica a Livraga: «Non vogliamo i soldi,
preferiamo le mucche»

Antonio Gamba della cascina Vecchia non si arrende e continua la guerra contro i capannoni e le strade che gli “sottraggono” un ettaro di terreno e dieci animali: «Con il nostro latte si produce il tipico lodigiano»

Da anni si oppone alla logistica. «Non vogliamo svendere i nostri terreni, non ci interessa monetizzare». A parlare dalla cascina Vecchia degli eredi Chioda di Livraga è l’agricoltore Antonio Gamba. «Siamo interessati solo alle nostre mucche - dice - e al latte che viene destinato all’azienda Zucchelli per la produzione del tipico lodigiano». Prima faceva parte del comitato no logistica, quando si è trovato coinvolto in prima persona, la battaglia è diventata personale. «È iniziata la costruzione della logistica del farmaco proprio di fronte a noi, che ha 11mila metri quadri di magazzino e 57 di negozio, con un’altezza notevole - commenta -. Abbiamo presentato le osservazioni in consiglio comunale (tra l’altro abbiamo saputo che le ha presentate anche Legambiente, a livello regionale), perché è stata esclusa la Vas (Valutazione ambientale strategica)».

L’esito è stato negativo, infatti ora è partita la costruzione. La battaglia però non è finita. Gamba ha fatto ricorso anche al Tar per la rotonda che sarà realizzata di fronte alla cascina.«Ci porterà via un ettaro di terreno - dice -. Tra settembre e ottobre abbiamo incontrato la Provincia che si è resa disponibile a vedere insieme il progetto. Adesso ce ne devono presentare un altro, quello attuale era monco. Vogliamo vederlo integrale, potrebbe riguardare altri campi ancora di nostra proprietà». Vicino al casello, tra Livraga e Ospedaletto dovrebbe sorgere il business park. «Per noi privarci dei terreni vuol dire allevare meno animali e depauperare l’azienda. Alleviamo mucche al pascolo, sono alimentate solo con fieno e cereali di nostra produzione, coltivati con la limitazione di fitofarmaci». Secondo Gamba la rotonda, che gli fa perdere un ettaro di terreno e 10 mucche, non ha senso nemmeno dal punto di vista pratico. «Se sorgerà il business park - dice - ci sarà bisogno di altra viabilità e sarà coinvolta ancora una volta la nostra cascina: a dividere la 107 c’è solo la nostra terra. Questo è un progetto che guarda all’oggi e non al futuro».  

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