Il maxi data center di Casale: il Pd dice no all’autorizzazione “veloce”
AREA LEVER Sarà un impianto di 100mila metri quadri e con consumi elettrici vertiginosi
Lettura 1 min.Le opposizioni di Casalpusterlengo dicono No a un altro “sistema logistica”. I gruppi di opposizione in consiglio comunale passano al setaccio il maxi-progetto di Data Center in progetto in zona Unilever e nelle quattro pagine di osservazioni depositate martedì in Comune chiedono chiarezza. Im primis consiglieri Ernesto Danelli, Roberto Ferrari, Marco Minoia, Massimo Pagani e Mattea Valendinosegnalano l’incertezza di fondo, con due Rapporti Preliminari Ambientali pubblicati sul portale Sivas di regione Lombardia, che rendono impossibile un’adeguata analisi. Dopodiché, in attesa che venga sbrogliata la matassa, ragionano sui dati tecnici “dichiarati” nei due Rapporti, dirimenti per assoggettare l’opera a “semplice” Via piuttosto che a Vas, considerando ricadute su territorio, paesaggio, ambiente e sistema infrastrutturale locale. Dalla lettura in filigrana della documentazione e al netto dell’equivoco di partenza, le minoranze rilevano infatti come il progetto appaia tutt’altro che di poco conto. «Il Data Center, che dovrebbe sorgere in zona Unilever a ridosso della ferrovia, prevede un innalzamento importante dei capannoni edificabili e una struttura altamente energivora con 16 motori diesel per la manutenzione e per arginare eventuali blackout – riflette il consigliere del Pd Roberto Ferrari -. Non si tratta di un “piccolo” progetto ma di un intervento su un’area di oltre 100.000 metri quadrati, vale a dire più di 10 ettari, che è la soglia che determina l’assoggettabilità alla Vas, per cui chiediamo di verificare se rientri nelle “piccole modifiche” per cui è sufficiente un iter semplificato, o nei “grandi progetti” per cui è richiesta una valutazione ambientale strategica».
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