Enrico Ruggeri alla Notte Bianca di Codogno, il Pd attacca il Comune: «Il cantautore critico sulla pandemia, patrocinio irrispettoso»

La polemica La dem Maria Cristina Baggi contro la giunta Passerini: «Usa due pesi e due misure, in base al peso mediatico del personaggio come già accaduto nel 2021 con Sgarbi»

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Esplode la polemica politica a Codogno in vista della Notte Bianca, che vedrà come protagonista sul palco il cantautore milanese Enrico Ruggeri. A sollevare il caso è il Partito Democratico, che contesta all’amministrazione comunale una forte contraddizione nella gestione della memoria storica della città, simbolo dell’inizio della pandemia di Covid-19 in Italia.

Secondo la capogruppo consigliare del PD, Maria Cristina Baggi, il Comune starebbe utilizzando «due pesi e due misure». Da un lato, la giunta ha recentemente negato il patrocinio a iniziative considerate vicine a posizioni critiche sui vaccini (come la proiezione del documentario Invisibili e il convegno sugli effetti avversi), giustificando la scelta con il dovere di tutelare la memoria e la sensibilità di una comunità profondamente ferita dal virus.

Dall’altro lato, sottolinea l’esponente dem, la stessa amministrazione non ha mostrato la medesima rigidità nell’affidare ruoli e visibilità pubblica a figure che hanno espresso posizioni marcatamente critiche verso il Green Pass, l’obbligo vaccinale e le restrizioni sanitarie.

Nel mirino dell’opposizione non c’è solo l’imminente concerto di Ruggeri – che di recente ha ribadito le proprie convinzioni sugli anni della pandemia –, ma anche la passata nomina, nel 2021, di Vittorio Sgarbi a Commissario Generale per le Belle Arti e i Musei di Codogno.

«Nessuno mette in discussione il valore professionale o il diritto di esprimere liberamente le proprie opinioni - precisa Baggi - ma se determinate posizioni sul Covid sono ritenute incompatibili con il patrocinio istituzionale, allora quel principio dovrebbe essere applicato in modo uniforme. Se invece diventano irrilevanti quando a esprimerle sono figure di grande notorietà, il rischio è che il criterio non sia fondato sui contenuti ma sul peso mediatico».

La critica del Partito Democratico si sposta quindi sul piano della credibilità delle istituzioni. Per l’opposizione, la memoria del Covid non può essere brandita in modo alternato a seconda delle circostanze o della convenienza del momento.

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