Codogno, mercato sloggiato dai lavori: «Perse moltissime vendite» VIDEO
MALUMORE Per due mesi circa 120 banchi si devono trasferire in piazza Carabinieri d’Italia: «Era meglio rifare piazza Cairoli in piccoli lotti»
Lettura 1 min.Le parole che usa Danilo Cuneo per descrivere lo stato d’animo degli operatori del mercato di Codogno - da ieri spostato in piazzale Carabinieri d’Italia per i lavori in piazza Cairoli - non si possono scrivere, ma gli ambulanti sono molto arrabbiati.
«Fino a qui la gente non viene - spiega l’operatore, anche consigliere provinciale della Fiva Confcommercio di Piacenza -. È un luogo decentrato, senza parcheggi vicini. Due mesi di spostamento significa 16 mercati. Potevano fare i lavori a zone spostandoci nelle aree circostanti, come fanno a Casale. Avrei preferito tempi un po’ più lunghi ma in quel modo. Se invece questo era l’unico modo possibile avrebbero potuto farlo in un altro periodo. Dicono che lo fanno adesso perché sono tutti in ferie, ma non è vero, luglio e agosto sono i mesi in cui lavoriamo più di tutti. Si poteva fare a settembre e ottobre, quando non c’è più il cambio stagione e noi stessi facciamo le vacanze se le dobbiamo fare».
«La vendita oggi è stata più che dimezzata - aggiunge Francesco Brancaccio, che vende pesce con il papa Enrico -. Abbiamo deciso che verremo solo il venerdì, in cui si vende di più. Avviserò i miei clienti, che sono diversi tra martedi e venerdi.
Oggi sono arrivate facce mai viste, è un altro mercato. Non è lavoro questo». «lo ho incassato il 10 per cento del solito - dice Cuneo -. A un certo punto, stamattina, ho guardato nella cassa e avevo cento euro. Impegno tempo e energie per allestire tutto, non re vale la pena».
«Quando un ambulante viene spostato è sempre un danno, perché la gente è abitudinaria, sa dove trovarti - riflette Adriano Anselmi, anche presidente provinciale di Piacenza e consigliere nazionale Fiva Confcommercio -. Qui sull’asfalto dopo le 10 diventa difficile che la gente voglia venire». Ciò che più lo amareggia è però è la comunicazione dello spostamento. «Deve arrivare una determina via Pec dal Comune, non deve funzionare con il passaparola come è successo qui. È grave». «È stato detto a Confcommercio ma non tutti sono associati - aggiunge Cuneo -. Inoltre, non c’è un servizio, un bar. Abbiamo trovato noi un truck e insistito per poterlo avere. Siamo 120 banchi, più i clienti, non puoi pensare, con 40 gradi sull’asfalto, di farci stare ore senza acqua».
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