A Casale nasce la seconda comunità energetica del Lodigiano, servirà 250 famiglie. Guarda il video

Saranno realizzati in tre anni impianti fotovoltaici sul tetto di sei edifici pubblici

A Casalpusterlengo nascerà la seconda Comunità energetica rinnovabile (CER) del Lodigiano: dopo Turano, anche la città della torre Pusterla avvierà il progetto, presentato mercoledì in una partecipata assemblea pubblica. Lo studio elaborato dal Comune insieme alla società Sorgenia consiste nella realizzazione, in 3 anni, di impianti fotovoltaici sul tetto di 6 edifici pubblici (municipio, scuola don Ginelli, scuola Ducatona, centro di formazione professionale, magazzino Fugazza, alloggi Erp Vittadone) per una potenza totale di circa 186, 25 kwp con possibilità di aggregare fino a 250 famiglie.

Cittadini e imprese possono già presentare, tramite moduli, la propria manifestazione di interesse per aderire come consumatori o anche come produttori (se detengono dei pannelli).

Casale, assemblea pubblica per la comunità energetica. Video di Sara Gambarini

«Noi crediamo in una città più sostenibile - ha introdotto il sindaco Elia Delmiglio -: ringrazio l’assessore all’ambiente Alfredo Ferrari che si sta spendendo con competenza e passione e Sorgenia (presenti Fabrizio Prestinoni, Martina Arosio e Camilla Carcani) che ci sta assistendo nella progettazione».

Per fine aprile il Comune presenterà il progetto alla Regione per ottenere i finanziamenti per costruire gli impianti fotovoltaici pubblici.

Possono partecipare alla Cer tutti i cittadini che hanno un’utenza elettrica (con il loro “pod”, riportato sulla bolletta) e non occorre che cambino gestore. Il sindaco pro tempore è a capo della Cer e concorda con i partecipanti lo statuto. Il Comune è soggetto produttore e consumatore, come chiunque detenga dei pannelli fotovoltaici. La logica della Cer prevede che la parte di energia non auto consumata, il “surplus”, venga immessa in rete e monetizzata, grazie ai contributi GSE, a vantaggio di tutta la Comunità. Nella Cer dunque coesistono l’autoconsumo reale (chi ha i pannelli consuma l’energia che produce) e l’auto consumo virtuale (tutta la comunità gode del surplus energetico, condividendolo attraverso la rete di distribuzione esistente. L’energia condivisa è pari al minimo, in ogni ora, tra l’energia elettrica prodotta e immessa in rete dagli impianti fotovoltaici e l’energia prelevata dall’insieme dei clienti finali associati. Il risparmio è pulito, i ricavi sono tassati.

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