Nuova vita per il santuario del “Calandrone” a Merlino, scatta la corsa per trovare i fondi

I lavori prevedono la sistemazione e il restauro della pavimentazione

È una corsa contro il tempo per “salvare” il santuario di San Giovanni Battista al Calandrone. Serve, infatti, un ultimo sforzo da parte dei benefattori per far decollare i necessari lavori di sistemazione. Fondazione Comunitaria è pronta a offrire un contributo di 15mila euro, ma solo se entro il 15 dicembre saranno raccolti 7.500 euro da parte privata. «Non abbiamo raggiunto la somma necessaria – fa sapere don Massimiliano Boriani –. La raccolta fondi continua e ci sono ancora gli ultimi giorni per donare e rendere possibile un intervento tanto importante». Il progetto, per un importo complessivo di 55.650 euro, prevede la manutenzione e il restauro della pavimentazione del luogo di culto, crocevia di tanti pellegrini che nel corso dei secoli hanno trovato conforto. Sarà sostituita la superficie, che è molto ammalorata e si procederà al recupero e alla sistemazione delle testimonianze storiche del passato in corrispondenza della navata principale, dell’altare, delle cappelle laterali e dei locali ad esse collegate, quali la sacrestia e il confessionale. In questo modo si potrà garantire la salvaguardia e la conservazione di questo piccolo gioiello storico.

La parrocchia dei Santi Stefano e Zenone, attraverso il parroco don Massimiliano Boriani, gestisce il santuario dedicato a San Giovanni Battista, di cui si hanno le prime notizie nell’XI secolo. In realtà, già in epoca romana, si avevano tracce della presenza del santuario, che nel corso dei secoli è diventato meta di numerosi pellegrinaggi devozionali e testimone di guarigioni miracolose attribuibili all’intervento di San Giovanni Battista. Anche San Paolo VI fu pellegrino del santuario, quando era cardinale dell’Arcidiocesi di Milano, devoto visitatore dell’unico santuario dedicato al santo che portava il suo nome. Da Papa seguì le notizie del santuario, tanto è che durante l’ultimo restauro degli anni ’70 volle partecipare con una donazione in denaro ai lavori intrapresi dall’allora parroco don Felice Marzatico. Oggi è necessario un nuovo intervento dal costo complessivo di 55.650 euro.n

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