Zona rossa in Lombardia, possibile  “revisione” alle porte per Lodi
Il mercato a Lodi durante il lockdown (Borella)

Zona rossa in Lombardia, possibile

“revisione” alle porte per Lodi

Fontana determinato a chiedere un allentamento almeno per le province meno colpite

Andrea Bagatta

Regione Lombardia da zona rossa ad arancione. La giunta regionale lombarda punta a un allentamento delle restrizioni, e ieri in conferenza Stato-Regioni, diverse Regioni hanno chiesto al Governo di rivedere e semplificare le modalità di scelta dell’attribuzione delle zone, oggi basate su 21 parametri. In realtà sembra improbabile un passaggio diretto di tutta la Regione a zona arancione, ma indiscrezioni raccontano di un presidente di Regione determinato a chiedere un allentamento almeno per le province meno colpite, Bergamo, Brescia, Cremona, Mantova e Lodi. Proprio il Lodigiano sembra il confine della zona rossa o arancione, e dunque il suo destino è appeso a un filo. E l’appartenenza all’Ats Città Metropolitana che comprende Milano ancora in crisi, non sembra giocare a favore della provincia di Lodi. «La posizione degli amministratori locali è chiara: si tenga conto del virus e dei dati, ma non si penalizzi il nostro territorio se non è strettamente necessario – spiega il presidente della Provincia di Lodi Francesco Passerini -. A oggi i dati del Lodigiano sembrano tra i migliori dell’intera regione, auspichiamo quindi di poter rientrare in un’eventuale revisione. Abbiamo già dimostrato grande senso civico e rispetto rigoroso delle norme quando è stato necessario, penso alla prima Zona Rossa. Altrettanto senso di responsabilità sarebbe applicato anche con una definizione di zona arancione, che potrebbe però dare un po’ di respiro».


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