Zelo, ricordate le stragi dei partigiani
La celebrazione a Marzano (Foto by Ribolini)

Zelo, ricordate le stragi dei partigiani

In tanti con le autorità domenica alle lapidi di Marzano, Villa Pompeiana e Galgagnano

Ancora una volta, per non dimenticare: giornata della commemorazione e del ricordo nei luoghi dell’eccidio di Villa Pompeiana e della cascina Cagnola ieri a Merlino, Zelo e Galgagnano. Nel 78esimo anniversario di una delle pagine più buie della storia lodigiana, gli undici martiri, fucilati durante i rastrellamenti fascisti, sono stati commemorati dai sindaci del territorio e dalle associazioni combattentistiche e d’arma, con le rappresentanze dei carabinieri, della polizia di Stato e della polizia locale e l’ausilio della Protezione civile. La prima tappa a Marzano di Merlino, alle mura del castello, dove è presente la lapide di Carlo Guaiarini, il comandante partigiano, ucciso durante una delle sue azioni. Dopo le note del corpo bandistico Giuseppe Verdi di Zelo, il sindaco di Merlino Giovanni Fazzi ha tenuto il discorso di rito. «Il concetto da affermare è quello della memoria che deve mettere in relazione chi ha vissuto in quei giorni e chi è venuto dopo – dichiara Fazzi -. Una unità di intenti, di forze di uomini e donne, giovani, ragazzi e ragazze, adolescenti, sospinti da un inarrestabile anelito di libertà». Un pensiero ribadito anche dal sindaco di Zelo Angelo Madonini, a Villa Pompeiana: «Nel luglio del 1944 tante vite furono travolte dalla bufera dell’odio. L’Italia di oggi è figlia del desiderio di riscatto sociale. Ricordare significa onorare la storia della nostra libertà che è stata scritta da loro, la nostra Costituzione che è nata dal loro sacrificio». Inquadrando gli avvenimenti nel contesto storico in cui sono accaduti la presidente provinciale dell’Anpi (Associazione nazionale partigiani) Isabella Ottobelli, ha richiamato nelle sue parole gli 11 martiri di cascina Cagnola, di Villa Pompeiana e di cascina Erbatico che «hanno rappresentato la parte migliore dell’Italia, lasciandoci in dono la libertà, che non è non è un dono eterno ma va difeso». La manifestazione si è conclusa alla cascina Cagnola con l’intervento del sindaco Benedetta Pavesi.


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