Zelo, investe 40mila euro in diamanti su consiglio della banca: «Ora se li tengano, io rivoglio i miei soldi»
Una protesta di investitori contro la loro banca

Zelo, investe 40mila euro in diamanti su consiglio della banca: «Ora se li tengano, io rivoglio i miei soldi»

Almeno una decina i concittadini che aspettano il risarcimento dopo il crack Idb

Dopo la beffa dei diamanti pagati ben oltre il loro valore di mercato, ora una decina di cittadini zelaschi e dei comuni vicini potranno almeno rientrare in possesso delle pietre preziose. Una lunga e delicata vicenda, che ha visto coinvolto anche l’assessore Sergio Groppaldi, vittima tra le altre di quella che è stata a più riprese definita una vera e propria truffa. «Non mi vergogno certo a raccontare quello che è accaduto a me, così come è accaduto a molti altri cittadini che hanno perso i loro risparmi», spiega con coraggio lo stesso Groppaldi. Come tanti altri, aveva deciso di investire per mettere da parte un «piccolo gruzzolo per i miei nipoti». In sostanza, l’investimento avrebbe consentito l’esenzione dalla tassa di successione. »Almeno così è stato fatto credere – spiega l’assessore -. Io ho il conto presso una banca del territorio e mi è stata prospettata questo bene rifugio. Di fatto, tuttavia, per l’acquisto sono stato messo in contatto con un soggetto terzo, un agente di nazionalità turca cui ho acquistato le pietre di Idb (Intermarket Diamond Business)». Un primo acquisto di 20mila euro per quattro pietre della migliore qualità e un nuovo acquisto per lo stesso imposto di altri due diamanti. «Il punto è che mi sono stati mostrati dei prospetti non veritieri e addirittura dei listini che mostravano incrementi di valore fittizi, tra l’altro che risultavano pubblicati su giornali specializzati – illustra Groppaldi -. Per me e per molti altri è stato facile cadere in errore. Sono stato messo in guardia da mio fratello: lui è stato molto più attento, non solo ha preso visione dei materiali mostrati, ma li ha confrontati facendo ricerche dirette e si è accorto che i valori che ci erano stati illustrati non erano reali. Purtroppo, io avevo già acquistato la seconda tranche». Il macigno è giunto successivamente, quando con il fallimento della società broker di pietre preziose Intermarket Diamond Business Spa gli acquirenti sono rimasti anche senza gli stessi beni acquistati. «Fortunatamente è stata disposta la restituzione e io ho già dato la delega alla banca per prelevarli– conclude Groppaldi -. C’è stato un tentativo di transazione: mi è stato offerto il 52 per cento dell’’investimento fatto, che è una proposta che ho ritenuto inadeguata. Da parte mia richiedo il 70 per cento di quanto speso o la restituzione dell’intera cifra e che si tengano pure i diamanti. Nel caso contrario mi rivolgerò al giudice di pace».


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