Zelo, addio all’alpino “Pierino” Guarnieri: «Ha vissuto con dignità e libertà»
Pietro nella sua cascina I pioppi, già cascina Montebello, il 24 luglio 2016 quando aveva ospitato la manifestazione per l'eccidio di Villa e Cagnola.

Zelo, addio all’alpino “Pierino” Guarnieri: «Ha vissuto con dignità e libertà»

Il 90enne, scomparso domenica, viveva alla cascina “Il Pioppo”

“Alpino Pierino Guarnieri: presente!”. Così gli alpini di Lodi hanno salutato Pietro Guarnieri, prima che il feretro da Mignete partisse per Carpaneto Piacentino, questa mattina alle 11. Il suo cappello e la picozza sul feretro, gli alpini lo hanno portato a spalla e hanno vegliato la bara per tutto il tempo della celebrazione che ha avuto anche la Preghiera dell’Alpino, “Il Silenzio” e la presenza del parroco di Zelo don Gianfranco Rossi, di monsignor Sandro Bozzarelli e di padre Giuseppe Roda dei Barnabiti di Lodi e alpino a sua volta. “Impeccabile sempre, anche nel vestire, col sorriso pronto, ha vissuto con dignità e libertà, con semplicità e verità di vita: semplicità e verità come quella cascina in fondo alla strada, dove abitava”, ha detto don Rossi. Guarnieri, 90 anni, dal 1963 viveva infatti e lavorava alla cascina “Il Pioppo”, luogo bellissimo di cui si è preso cura e cui ha dato tanto. Vi si arriva scendendo da Villa Pompeiana verso il fiume Adda. Proprio in quella cascina, quando ancora aveva il nome di “Montebello” e prima dell’arrivo di Guarnieri, il 26 luglio 1944 erano stati fucilati quattro giovani partigiani. Sul posto per “il Cittadino” nel 2014, Aurelio Polgatti aveva indicato il muro esatto della fucilazione, presente Guarnieri che conosceva da molto tempo. Proprio per questo Pierino Guarnieri aveva aperto le porte della cascina il 24 luglio 2016, quando la manifestazione per l’eccidio di Villa Pompeiana e della Cagnola per la prima volta era arrivata sul luogo esatto della fucilazione. Per una singolare coincidenza, Guarnieri si è spento domenica 25 luglio 2021, nello stesso giorno della manifestazione per il 77esimo dell’eccidio. Dolce, elegante e sempre accogliente, Guarnieri ha lasciato il segno in tanti che ha conosciuto e oggi in diversi da Zelo, Quartiano e Lodi (era anche socio della Combattenti e reduci, figli e nipoti come lui sono attivi in vari ambiti) hanno voluto rendergli omaggio con un saluto.


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