VIZZOLO Tempi di guida alterati con la calamita, scatta la multa al camionista “furbetto”
La calamita scoperta dagli agenti

VIZZOLO Tempi di guida alterati con la calamita, scatta la multa al camionista “furbetto”

Controllo della polizia stradale di San Donato, fermato un tunisino al casello Tem

Emiliano Cuti

Con la calamita sul cronotachigrafo, alterava i tempi di guida: un camionista tunisino residente a Roma utilizzava questo “trucchetto”, che gli consentiva di guidare anche diciotto ore di fila, facendo risultare il mezzo pesante fermo quando in realtà macinava chilometri sulle autostrade. A smascherare il conducente “furbetto”, ci hanno pensato gli agenti della sottosezione della polizia stradale di San Donato che sabato mattina hanno imposto l’alt del camion al casello autostradale a Vizzolo Predabissi. L’uomo era arrivato fino in città metropolitana per conto di una ditta di Aprilia, in provincia di Latina. Ma, sulla via del ritorno, si è imbattuto nel posto di controllo della polizia. Durante le verifiche, l’equipaggio è rimasto perplesso sui tempi di guida riportati dal cronotachigrafo e ha svolto un controllo accurato del complesso veicolare che ha permesso di scoprire il co­siddetto “tarocco”: un sistema che consiste nell’applicare una poten­te calamita sul sensore del crono­tachigrafo sottostante. Il camionista è stato contravvenzio­nato per 1.732 euro (multa che sarà contestata anche all’azienda) con il conseguente ritiro della patente di guida ai fini della sospensione (con segnalazione alla Prefettura di Milano), decurtazione di 10 punti, e denunciato in stato di libertà per il reato di “rimozione dolosa di cautela con­tro gli infortuni sul lavoro”. La norma dispone che il periodo di guida giornaliero non superi le nove ore, con 45 minuti di riposo ogni quattro ore e mez­za, che può essere esteso fino a dieci per non più di due volte nell’arco della settimana. È consentito un periodo massimo di guida set­timanale di non più di 56 ore ed un massimo di 90 ore di guida in due settimane consecutive.


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