«Vaccini anti-Covid in azienda con il supporto dei medici del lavoro»

Il progetto portato avanti dall’assessore regionale lodigiano Guidesi e dalla vicepresidente Moratti

Il piano vaccini anti-Covid in Lombardia passerà da un’alleanza tra sistema sanitario e sistema produttivo della Regione. Gli assessori allo Sviluppo Economico Guido Guidesi e quello al Welfare Letizia Moratti stanno lavorando a un’ipotesi che coinvolga i medici del lavoro nella somministrazione dei vaccini anti-Covid direttamente nelle sedi di lavoro. Nei prossimi giorni le associazioni di categoria saranno coinvolte nel ragionamento.

Finora il piano vaccinale lombardo è stato al centro delle polemiche, inizialmente per i ritardi con cui è stata messa in moto la macchina (la goccia che ha fatto traboccare il vaso della sanità lombarda già pieno e che è costato il posto all’assessore al Welfare Giulio Gallera), ma ancora in questi giorni per le dichiarazioni del neo-assessore che chiedeva di privilegiare le regioni a maggiore Pil nella distribuzione su scala nazionale dei vaccini. L’annuncio condiviso dei due neo-assessori Guidesi e Moratti invece già ieri in serata sembrava fare il pieno di favori.

«Bisogna fare in modo che, tramite le associazioni di categoria e le Aziende Socio-Sanitarie Territoriali, le aziende su base volontaria possano utilizzare i medici del lavoro per vaccinare i lavoratori all’interno delle loro sedi operative - spiegano Moratti e Guidesi -. Questa scelta ha due finalità. Da una parte decongestionare le strutture sanitarie che, da oltre un anno, sono sotto pressione per l’emergenza Covid. Dall’altre consentire al sistema economico della Regione di ripartire a pieno regime in totale sicurezza». I due assessori nei prossimi giorni proporranno alle associazioni di categoria un apposito protocollo per rendere operativa questa procedura nel più breve tempo possibile.

Al momento si tratta dunque di un’idea che si vuole portare avanti per trovare una modalità certa e rapida di somministrazione, in grado di coinvolgere gran parte dei lombardi attraverso il mondo produttivo. Mondo produttivo che soffre oggi non solo per il rischio contagio, pare egregiamente contenuto dal rispetto dei protocolli, ma anche per l’incremento delle assenze per malattia dovute a chi è stato a contatto stretto con positivi, e dunque sottoposto all’obbligo di quarantena anche se negativo al tampone.

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