Uno screening a tappeto in tutto il Lodigiano alla ricerca del Covid

Uno screening a tappeto in tutto il Lodigiano alla ricerca del Covid

Provincia e Comuni al lavoro per varare una campagna di analisi su tutta la popolazione

Uno screening alla ricerca del Covid nel sangue dei lodigiani per capire davvero chi si è contagiato nelle settimane passate, la Provincia di Lodi e i Comuni al lavoro per una campagna di analisi a tappeto su tutta la popolazione del Lodigiano. L’argomento è stato trattato nel corso dell’ultima riunione in teleconferenza dei sindaci, entro la settimana prossima le manifestazioni d’interesse dei singoli Comuni, e intanto si lavora al coinvolgimento degli altri enti, Regione, Ats, Asst.

Il Comune di Codogno aveva annunciato la settimana scorsa la volontà di procedere con uno screening di massa sulla popolazione residente, e l’idea è presto dilagata in altri Comuni, anche per la pressione di molti cittadini che vorrebbero accedere alle analisi. A Castiglione uno screening di questo tipo è partito con la ricerca dell’ospedale Sacco capitanata dall’epidemiologo Massimo Galli, e anche Borghetto è stato selezionato per partecipare a questa iniziativa. Il Comune di Sordio ha avanzato anch’esso la sua candidatura al professor Galli. In altri Comuni, le amministrazioni si stanno interessando per procedere in proprio, come a Casale. Questa la base di partenza: nel corso della riunione telematica periodica dei sindaci lodigiani, è partita dunque l’idea di un’operazione ancora più ambiziosa: essere la prima provincia lombarda a eseguire uno screening di massa.

«È un’esigenza diffusa, manifestata da diverse amministrazioni comunali e da molti cittadini – spiega il presidente della Provincia di Lodi e sindaco di Codogno Francesco Passerini -. Quindi è venuto naturale provare a mettere insieme le forze, perché invece di lavorare su tanti progetti diversi si può lavorare insieme per un unico grande progetto. Un’iniziativa di questo tipo può avere le caratteristiche giuste per coinvolgere anche la Regione, l’Ats e l’Asst, e non dimentichiamo che abbiamo il Parco Tecnologico che può dare il supporto operativo. È un progetto da costruire, ma pensiamo di farlo in tempi veloci. Entro la settimana prossima capiremo il reale interesse delle amministrazioni comunali e le linee guida comuni che si potranno adottare». I test saranno sicuramente su base volontaria, e con ogni probabilità con una quota di compartecipazione economica richiesta ai cittadini. Ma in termini organizzativi bisognerà provvedere a chiudere la filiera dei testi con i tamponi per le persone in cui saranno riscontrati gli anticorpi.

«Un’operazione di questo tipo sarebbe importante per capire la diffusione della malattia nel territorio ma, oltre al riscontro immediato che si potrà avere, sarebbe utilissima anche la possibilità di studiare e analizzare i dati raccolti - conclude Passerini -. Il Lodigiano è stato il primo territorio a essere investito dall’epidemia, e uno di quelli su cui ha avuto un impatto più devastante. Proprio per questo sono certo della validità del progetto».


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