Una firma lodigiana sul farmaco che ferma la leucemia nei bambini

Una firma lodigiana sul farmaco che ferma la leucemia nei bambini

Lo studio del team guidato da Claudia Scotti è arrivato alla fase della sperimentazione clinica sui topi

Ha una “mamma “ lodigiana il farmaco che combatte le leucemie più aggressive nei bambini. Il team della lodigiana Claudia Scotti lavora da 9 anni allo studio di una nuova molecola, che ora è arrivata alla fase di sperimentazione pre clinica sui topi che precede la produzione del farmaco. La scoperta del team dell’Università di Pavia è appena stata pubblicata sulla rivista di settore «Scientific reports».

. «Abbiamo depositato anche il brevetto per la molecola - spiega la ricercatrice di 49 anni -. La mia collega Maristella Maggi, originaria della Basilicata (a sinistra nella foto, Ndr), aveva individuato nell’associazione “Gian Franco Lupo. Un sorriso per la vita”, l’organismo che ha sostenuto il nostro lavoro in questi anni e che continua a sostenerci. Un’altra fondazione, inoltre, ci sta sostenendo. Grazie ai fondi in più abbiamo avviato la fase di sperimentazione preclinica della molecola sui topi». Se funziona si passa alla realizzazione del farmaco in grado di curare la leucemia linfoblastica acuta nei bambini.

Scotti è specializzata in oncologia e ha un dottorato in cristallografia macromolecolare alle spalle. La molecola su cui sta lavorando è l’asparaginasi che è già commercializzata sotto forma di farmaco chemioterapico ma, allo stato attuale, provoca patologie come la pancreatite acuta e diverse reazioni allergiche. «Per questo - spiega la studiosa -vogliamo modificare la molecola».

Scotti e il suo gruppo hanno aperto anche una raccolta fondi al pubblico. Chi volesse finanziare la ricerca per salvare i bambini con la leucemia può rivolgersi a “Dona pure” su: www.gofundme.com/pedALL.


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