Un geometra di San Giuliano al lavoro sul ponte Morandi
Renzo Piano e Matteo Loggia

Un geometra di San Giuliano al lavoro sul ponte Morandi

Matteo Loggia ha seguito la ricostruzione, domani il primo varo

«Vedere le pile venire su è la vera rinascita del nuovo ponte Polcevera». Il premier Giuseppe Conte, il ministro alle Infrastrutture Paola de Micheli, e 250 giornalisti accreditati, sono attesi domani alle 9.30 al varo “in quota” della prima campata del viadotto progettato dall’architetto Renzo Piano, là dove fino a pochi mesi fa restava un moncone del vecchio manufatto crollato il 14 agosto 2018. Un passaggio storico per la città di Genova e per tutta Italia, che sarà trasmesso in diretta dalle tv nazionali, e al quale assisterà di persona Matteo Loggia, il geometra di 42 anni originario di San Giuliano Milanese che dallo scorso aprile è sul posto, prima per seguire la decostruzione del vecchio viadotto, e ora la ricostruzione.

Quelle pile, che hanno raggiunto i 40 metri d’altezza e su cui poggerà l’impalcato, Loggia le conosce e menadito, lui che ci è salito decine di volte negli ultimi mesi: «Gli elementi sono stati traghettati dal cantiere di Fincantieri a Castellammare di Stabia fino a Genova, e con cadenza settimanale sono stati organizzati trasporti eccezionali in notturna, dal porto di Genova all’area di cantiere a Ponente, chiudendo la viabilità nel percorso cittadino» spiega Loggia.

. Il nuovo viadotto raggiungerà la quota del vecchio ponte Morandi a 50 metri, ma sarà ben diverso dal precedente. «Piano è venuto più volte in cantiere, anche oggi (ieri per chi legge) – precisa il geometra sangiulianese -. Noi tecnici garantiamo il prodotto, l’architetto verifica che sia tutto a posto».


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