Un monumento a Codogno per tutte le vittime del covid-19
L’omaggio del Presidente Mattarella al cimitero di Codogno

Un monumento a Codogno per tutte le vittime del covid-19

Il Comune intende lanciare un concorso di idee

Un memoriale per ricordare le vittime del Covid-19. Per realizzarlo il comune di Codogno lancerà un concorso d’idee aperto a tutta la cittadinanza, associazioni e società che potranno inviare le loro proposte, e mercoledì la giunta Passerini ha istituito un’apposita commissione che avrà il compito di scegliere quale prenderà la forma dell’opera-testamento. Già a maggio l’amministrazione comunale aveva messo a disposizione 15mila euro e interpellato la commissione dei capigruppo che rappresenta le diverse anime in consiglio comunale, per proporre progetti e iniziative dedicate al passaggio indelebile vissuto dalla città di Codogno nella pandemia. Ora sarà ogni cittadino a poter dire la sua. E le idee saranno vagliate dalla commissione composta dallo stesso sindaco Francesco Passerini, dal presidente del consiglio comunale Enrico Sansotera, dal presidente della Consulta del Volontariato Paolo Brugnoli e dalla dirigente scolastica dell’istituto comprensivo di Codogno Cecilia Cugini.

«Abbiamo intenzione di coinvolgere tutta la comunità comprese le scuole – annuncia il sindaco Passerini -. Tutte le idee e le bozze progettuali che arriveranno saranno valutate e scremate, quindi sceglieremo il progetto per un memoriale delle vittime del Covid che sarà posizionato in un luogo simbolo della nostra città, come la targa posta al cimitero in occasione della visita del presidente Mattarella a ricordo perpetuo delle tante vite che purtroppo abbiamo perso, per non dimenticare mai».

Prima ancora che il concorso d’idee fosse reso noto, in questi mesi sul tavolo del primo cittadino sono approdati già diversi progetti, e tutti come liberalità, donazione che aziende e privati intenderebbero fare al Comune. Così per esempio un’azienda codognese ha lavorato sull’araldica cittadina rielaborando la mela cotogna, ma anche sull’immagine dell’albero che spinge i rami verso il cielo e quella delle mani, metafora di lavoro senza tempo. Quanto alla collocazione dell’opera, tra le ipotesi vi è il quartiere fiera, là dove si sono concentrate le forze di Comune e volontari nel combattere il virus, e che a breve sarà oggetto di un importante intervento di riqualificazione. All’ingresso sorgerà una piazza, e la stele o monumento potrebbe trovare posto in questo spazio rigenerato. Del resto la simbologia della “rinascita”, di un rimando a un altrove che superi la morte, è il filo rosso che unisce un po’ tutti i progetti finora presentati in municipio. Il tentativo di riscattare le vite spezzate dal Coronavirus.


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