Un anno che se ne va, alla moviola

Tante amarezze e tante gioie in quest’anno sportivo che si chiude con la speranza di veder realizzato un sogno quello del ritorno di un’Olimpiade in Italia, dato che Coni e Governo sembrano voler tentare la scalata all’edizione 2014, proprio mentre il Cio estende l’organizzazione non più solo a una città, ma a un Paese intero, spalmando così risorse, oneri e onori.Detto delle speranze, veniamo alle certezze: la prima coincide anche con la delusione più grande: l’eliminazione già nel girone di qualificazione dell’Italia ai Mondiali in Brasile, un flop inimmaginabile che chiama in causa sia il ct Prandelli sia alcuni sui scudieri come Balotelli e Cassano i bad boys su cui il tecnico di Orzinuovi riponeva aspettative ancora una volta rispedite al mittente come tutta la spedizione azzurra, dopo i ko contro Costarica e Uruguay, proprio come accadde 4 anni fa agli azzurri di Lippi in Sudafrica. E mentre la Juve si aggiudica l’ennesimo scudetto e un contestatissimo Tavecchio prende il posto di Matarrese, il nostro calcio continua ad essere ostaggio della violenza con fatti gravissimi che causano anche una vittima a Roma, prima dell’inizio della finale di Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli. Altra brutta tegola quella della Ferrari che incappa nell’ennesima stagione deludente, tanto da scatenare le ire dell’ad di Fiat Marchionne, che decide il cambio della guardia, autonominandosi dominus di Maranello in sostituzione di Montezemolo, cambiando buona parte dei vertici e infine propiziando l’addio di Alonso e il conseguente arrivo di Sebastian Vettel: solo i prossimi mesi potranno dirci se la risalita è davvero cominciata. Sempre restando ai motori invece abbiamo assistito alla più bella stagione di Valentino Rossi degli ultimi anni: sempre competitivo, ancora voglioso di dimostrare il suo valore davanti al talento emergente Marquez, il campione marchigiano ha chiuso il mondiale MotoGp con uno strepitoso secondo posto. Ma l’impresa più bella dell’anno per l’Italia sportiva porta un nome inequivocabile, quello di Vincenzo Nibali. Lo “Squalo dello stretto”, come lo chiamano gli appassionati di ciclismo, ha trionfato al Tour de France, dominando dalla prima all’ultima tappa come forse solo nostri giganti del calibro di Bartali, Coppi e Gimondi avevano saputo fare in passato. Dopo anni di delusioni e di scandali (con il caso Pantani che sembra clamorosamente riaprirsi con nuovi inquietanti scenari), finalmente il nostro ciclismo torna ad avere un mattatore assoluto: se nella Gran Boucle 2015 sarà in grado di ripetersi potremo davvero parlare di un campionissimo.Se l’Italtennis dei maschi recupera posizioni, arrendendosi solo in semifinale di Coppa Davis davanti a sua maestà Federer, la scherma si conferma nostro sport-copertina, con il titolo mondiale conquistato in Russia nel fioretto da Arianna Errigo, che ha poi trascinato all’oro anche le altre compagne con il titolo a squadra e con un’inossidabile Valentina Vezzali, mentre il nuoto proprio alla fine dell’anno vede brillare la nuova stella di Gregorio Paltrinieri, che trionfa a Doha e diventa l’azzurro più “papabile” per una medaglia alle prossime Olimpiadi di Rio, anche se nessuno vuol rassegnarsi a credere che, al suo canto del cigno, Federica Pellegrini non proverà a regalarci l’ultima grande emozione di una carriera indimenticabile.

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