Truffatrice seriale ricarica la carta nelle tabaccherie e se ne va senza pagare un euro
I carabinieri cercano una donna di circa quarant’anni, con i capelli neri. Sarebbe sempre lei la truffatrice a segno nel Lodigiano. Ultimo colpo a Graffignana

Truffatrice seriale ricarica la carta nelle tabaccherie e se ne va senza pagare un euro

L’ultimo colpo a Graffignana, ha distratto l’esercente e dopo avere ottenuto l’accredito è sparita

Ricarica la prepagata in tabaccheria, distrae il negoziante con una scusa e prima di pagare lascia i locali. C’è una truffatrice seriale in giro per il Lodigiano. Già una mezza dozzina i colpi messi a segno, sempre con la stessa tecnica, dall’estate passata fino alla settimana scorsa, da Lodi a Graffignana a Codogno. E tecnicamente nemmeno si tratta di truffa, ma di insolvenza fraudolenta.

L’ultimo colpo è andato in scena a fine gennaio a un bar tabaccheria di Graffignana. La donna, descritta come una quarantenne, capelli lunghi neri, mette a segno le sue frodi sempre nello stesso modo. Chiede all’esercente di ricaricare in contanti una carta prepagata Postepay per un certo importo, 200 euro, 500 o anche più, esibendo una semplice tessera sanitaria. Quando l’operazione è conclusa, con tanto di Sms di conferma ricevuto, la donna prima di pagare chiede di poter avere anche altro, un caffè nei bar-tabaccheria o un pacchetto di sigarette nelle tabaccherie. Ma mentre l’esercente si appresta a servirla di nuovo, semplicemente imbocca l’uscita e si defila senza lasciare traccia di sé. I colpi sono stati effettuati sempre in locali dove dietro al banco stava una persona sola, e probabilmente con la possibilità di accedere a un’auto rapidamente, che sia lei al volante o che abbia un complice in attesa fuori. Con questa modalità ha colpito in almeno una mezza dozzina di tabaccherie e bar di tutto il Lodigiano, a partire dall’estate scorsa, a Borgo San Giovanni, Lodi Vecchio e Graffignana nel centro, a Codogno e Ospedaletto e forse in altri centri nella Bassa, e anche nel capoluogo, almeno in un’occasione. Ammesso che poi non vi siano stati altri casi non denunciati. Per risalire alla truffatrice, i carabinieri hanno una descrizione e i dati di una tessera sanitaria, che riconduce a una donna residente nella Bassa.


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