Tromba d’aria, a un anno esatto a Carpiano i lavori sul tetto della palestra
Il sopralluogo del sindaco Paolo Branca all’indomani della tromba d’aria

Tromba d’aria, a un anno esatto a Carpiano i lavori sul tetto della palestra

Il paese ricorda i minuti di terrore vissuti nel tardo pomeriggio di lunedì 12 agosto

Una ferita ancora dolente, ad un anno esatto di distanza, e Carpiano ricorda i minuti di terrore che, nel tardo pomeriggio di lunedì 12 agosto, hanno letteralmente devastato il territorio. È passato un anno esatto dalla tromba d’aria che ha colpito pesantemente il piccolo comune che ancora oggi si trova a fare i conti con le ferite inferte da quel vortice violentissimo di vento che in pochi istanti aveva letteralmente scoperchiato la palestra, danneggiato abitazioni private ed edifici scolastici, e colpito duramente il patrimonio arboreo di quello che è uno dei cuori pulsanti del Parco Sud.

A giorni, dopo mesi di attese, difficoltà e rallentamenti dovuti anche alle conseguenze dell’emergenza Covid «che certo non ha aiutato nel rispetto della programmazione che avevamo previsto», dovrebbe finalmente partire il cantiere per la ricostruzione della copertura della palestra comunale, cantiere atteso da tempo e che «contiamo possa mettere la parola fine a quanto successo». In dirittura d’arrivo anche i lavori per la sistemazione definitiva della copertura dell’edificio che ospita la scuola dell’infanzia, lavori che, anche in questo caso, «abbiamo dovuto attendere per avviarli, avendo dovuto aspettare il completamento dell’iter relativo all’accesso delle coperture assicurative previste in caso di calamità ma anche per intervenire – spiega il sindaco, Paolo Branca – con lavori mirati e rispondenti a precisi criteri di sicurezza. Dopo quanto successo un anno fa, ma anche tenendo conto degli ultimi episodi meteorologici, non si può non considerare la necessità di garantirsi il più possibile nei confronti di eventi climatici sempre più critici».

Per Carpiano, il comune del Sudmilano colpito maggiormente dal “tornado” che un anno fa si era abbattuto in particolare sul Pavese, l’impegno è adesso quello di portare a termine gli interventi necessari non solo a porre rimedio ai danni provocati, ma anche a tentare di impedire che eventi così devastanti possano ripetersi. Palestra, scuola ed edifici pubblici da mettere in sicurezza, senza però che a Carpiano sia mai stato riconosciuto lo stato di emergenza: gli unici aiuti arrivati, sottolinea infatti Branca, sono stati i primi fondi di emergenza, poche decine di migliaia di euro, messi immediatamente a disposizione da Regione Lombardia nell’ambito delle procedure d’emergenza previste.

Il bilancio finale dei danni, però, oltrepassa i 300mila euro, per i quali «sono stati attivati tutti gli iter assicurativi previsti, che hanno ovviamente richiesto tempi lunghi».


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