TRENI Il doppio binario parte da Mantova e non si sa quando si farà a Codogno
Lavori di manutenzione in corso alla stazione di Codogno dove si è realizzato anche un sottopasso (archivio)

TRENI Il doppio binario parte da Mantova e non si sa quando si farà a Codogno

Il potenziamento della linea è nel Pnrr e a breve si aprirà la conferenza dei servizi. Ma non per tutta l’opera

Il Commissario straordinario per il raddoppio della tratta ferroviaria Mantova – Codogno, Chiara De Gregorio, intende indire la conferenza dei servizi entro la fine del mese. Lo ha reso noto il deputato 5 Stelle Massimo Zolezzi, dopo la risposta ricevuta alla sua interrogazione durante il “question time” in commissione ambiente alla Camera.

Il commissariamento dell’intera opera, con nomina del funzionario arrivata però solo il 21 gennaio scorso, era stato la conseguenza del decreto Sblocca Cantieri della primavera 2019. «Il raddoppio ferroviario fra Mantova, Cremona e Codogno è un’opera strategica – ricorda Zolezzi – inserita anche nel Pnrr con relativo finanziamento e commissariamento e insiste su un’area in pesante, persistente infrazione per la qualità dell’aria in base ai parametri della direttiva europea del 2008».

Ma la conferenza dei servizi si comincerà a occupare solo della tratta da Mantova a Piadena, quella che è in più avanzata fase di progettazione, per la quale è in corso la valutazione d’impatto ambientale. L’onorevole Zolezzi spiega che «risulta dai documenti pubblici che il ministero della Cultura il 24 marzo 2021 abbia chiesto integrazioni al ministero della Transizione ecologica, alla Soprintendenza e agli enti locali, in merito al progetto definitivo del raddoppio della prima fase funzionale del raddoppio, la tratta “mantovana”. Nel documento si fa riferimento in realtà anche al possibile impatto paesaggistico cumulativo della ferrovia con l‘opera regionale definita “autostrada Mantova-Cremona” e all’autostrada Tirreno-Brennero, opere entrambe senza progettazione definitiva (la Mantova-Cremona aveva visto richiesta di modifiche progettuali per incompatibilità alla valutazione di impatto ambientale) e senza finanziamento. Parliamo di 150 chilometri quadrati di consumo di suolo, 10 volte più che il raddoppio ferroviario». Il parlamentare evidenzia il”pasticcio” delle varie ipotesi per migliorare il collegamento di Mantova con il resto della Lombardia e tra l’altro questo scenario di future autostrade blocca la scelta alternativa di un raddoppio della strada, ritornata statale, da Cremona a Mantova.

Ovviamente i tempi per il raddoppio da Marcaria a Codogno sono ancora un’ipotesi. L?unica certezza solo le trattative aperte tra Rfi ed enti locali per sostituire il passaggio a livell di Maleo, teatro di diversi incidenti mortali, con un sovrappasso: un piccolo passo per Rfi, un grande passo per il Basso Lodigiano.n


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