Tragedia del Trebbia: «Costantino era un ragazzo con le idee chiare sulla vita e ha voluto fare il volontario sfidando il Covid»
Costantino Merli

Tragedia del Trebbia: «Costantino era un ragazzo con le idee chiare sulla vita e ha voluto fare il volontario sfidando il Covid»

Vicinanza alla famiglia dal sindaco Bergamaschi e dal presidente della Provincia Passerini

Carlo Catena

«Era un ragazzo che aveva le idee chiare sulla vita, che non si era mai fatto notare in paese per cose da non fare, che nel 2020 aveva voluto entrare nel gruppo della protezione civile. Siamo senza parole, sono tragedie che nessuno vorrebbe mai sentire». Il sindaco di Guardamiglio Elia Bergamaschi è stato informato nel primo pomeriggio di ieri da Francesco Merli, il papà di Costantino, che il suo unico figlio non c’era più, che era uno dei quattro ragazzi a bordo dell’auto finita rovesciata nel fiume Trebbia. Francesco, che era stato anche vice sindaco, è conosciutissimo in paese. E quando tanti anni fa era riuscito, con la moglie, a coronare il sogno di adottare un figlio, arrivato dall’Ucraina, era stata una festa per tutti. Anche perché già alla scuola elementare, Costantino parlava bene l’italiano, e poi aveva perso qualsiasi accento. Faceva anche battute, «era estroverso, positivo», lo ricorda un conoscente.

Un ragazzo con la testa sulle spalle, che quando c’erano attività del gruppo Protectio Civilis partecipava sempre con grande entusiasmo. E che però aveva la passione della musica, del canto in particolare, e che per gli studi superiori aveva scelto il liceo artistico, al Cassinari di Piacenza, perché non voleva smettere di sognare, di cercare una sua strada, di inventarsi qualcosa di suo, di originale. Aveva trovato lavoro all’Unieuro di Piacenza, nel settore telefonia, e anche lì ci metteva entusiasmo: attenzione al cliente, raccontano, ma anche un’estrema preparazione riguardo ai prodotti. «Sono addolorato, è una perdita tremenda per tutti - riflette il presidente della Provincia di Lodi Francesco Passerini -, e voglio essere vicino anche al padre, che è nel coordinamento provinciale della Protezione civile. Questo ragazzo non ha avuto paura a indossare la divisa da volontario nei tempi della pandemia, ci ha ricordato quello che di bello possono fare tutti i giovani».


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