Tra Tavazzano e Quartiano una discarica lunga come un fosso
Il fosso è la discarica degli automobilisti e dei camionisti

Tra Tavazzano e Quartiano una discarica lunga come un fosso

Dall’immondizia indifferenziata alle macerie edili, e nessuno pulisce da anni

Taniche, sacchi neri ben in vista ma anche nascosti sotto i rovi ormai da anni. Bottiglie in vetro e in plastica abbandonati per centinaia di metri, nelle rive che costeggiano la carreggiata. La strada che da Quartiano, frazione di Mulazzano, si dirige verso la via Emilia, si trova nel comune di Tavazzano. Una strada secondaria, percorsa non dagli abitanti di Tavazzano, il cui centro si trova spostato, ma da chi la imbocca come scorciatoia per evitare le arterie di traffico principali. E battuta moltissimo da chi è solito abbandonare i rifiuti. In questi giorni altri, ulteriori sacchi neri hanno fatto la loro comparsa con il loro contenuto di imballaggi in plastica e carta, bicchierini da macchinetta da caffè, bottiglie in vetro. Sono soltanto l’ultima presenza di un’usanza di anni, che in altri periodi ha visto scaricati lungo queste rive anche scrivanie, mobili per ufficio, materassi, esiti di traslochi o smaltimenti che non sono arrivati nel luogo dove avrebbero dovuto, ma sono rimasti per mesi nelle nostre campagne.

Negli anni passati la Protezione civile di Tavazzano aveva organizzato una giornata apposita per raccogliere quanto era stato accumulato nei fossi e sulle rive: allora i volontari avevano recuperato persino liquidi che non era stato possibile identificare immediatamente, in bottiglie derivanti da bibite o in taniche. Basta poco tempo e la situazione si ricrea. Lo stato attuale dei fossi lascia senza fiato: centinaia di metri costellati da bottiglie, involucri, zaini, scarpe (in un sacco si vedono scarpe da ginnastica da uomo, infradito e altro ancora), molle, altre confezioni, e poi lattine, bottiglie, bottiglie e ancora bottiglie. Tutto materiale che con i fossi vuoti di acqua si deposita sul fondo e sui bordi. E che presto tornerà a rimescolarsi con l’acqua che poi servirà ad annaffiare i campi.


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