Torza: «Ci saranno delle sofferenze,  ma nasceranno nuove opportunità»

Torza: «Ci saranno delle sofferenze,

ma nasceranno nuove opportunità»

Voltiamo pagina, parla il sindaco di San Martino in Strada

Per combattere la solitudine generata dall’isolamento hanno dato vita a un’iniziativa che si chiama “Ciàcheciciarum”. Tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, per un’ora, c’è un incaricato del Comune disponibile ad ascoltare e a fare quattro chiacchiere al telefono. Le strategie del Comune per l’emergenza Covid, a San Martino in Strada, puntano anche su questo: servizi sì, ma anche sostegno a chi è solo. A spiegarci come sta vivendo la comunità e da dove si parte per “voltare pagina” è il sindaco Andrea Torza.

Come sta reagendo la popolazione?«All’inizio è stata molto dura, le persone facevano fatica a prendere coscienza del pericolo reale. Abbiamo cercato di fare più comunicazione possibile per sensibilizzare. La situazione si è poi stabilizzata perché i numeri dei contagi e dei decessi sono aumentati: dal 21 febbraio ad oggi abbiamo avuto 11 decessi. Le persone hanno capito che devono stare a casa e la comunità si è dimostrata molto coesa e solidale. I commercianti del paese hanno da subito proposto soluzioni alternative, tanti cittadini mi hanno scritto per mettersi a disposizione come volontari per aiutare chi era più in difficoltà. Il gruppo di amministratori che mi supporta poi è stato encomiabile». La crisi sanitaria sta causando importantissimi contraccolpi economici alle famiglie, quali interventi di sostegno? «Abbiamo proceduto nell’immediato alla distribuzione dei buoni spesa alimentari, trovando accordi con le attività locali e con la Bennet, che ha assicurato un contributo del 10 per cento sul valore dei buoni. Come Comune invece stiamo pensando a come intervenire sul tema dei tributi e sulle soluzioni possibili per allentare la pressione fiscale per i cittadini. Nei prossimi giorni metteremo a punto il piano».Da dove inizia San Martino a voltare pagina?«Questa è una crisi senza precedenti che lascia un segno profondo nella comunità di San Martino: persone che si impegnavano nel sociale e nelle associazioni del paese ci hanno purtroppo lasciato a causa del virus, come il presidente Auser Battista Civera e il volontario Roberto Nichetti. Dobbiamo ripartire dalle associazioni del territorio, perché San Martino è ricco di realtà che hanno sempre supportato l’attività comunale. E ora dobbiamo impegnarci nel coinvolgere altre persone che si impegnino con la stessa costanza di chi ci ha lasciato. Non possiamo dimenticare che le chiusure forzate metteranno in difficoltà le imprese ed è probabile che ci siano delle sofferenze, ma, condivido il pensiero del sindaco Ferrari di Montanaso, potranno anche esserci nuove opportunità, pensate per rispondere ai mutati bisogni».Quali sono i vostri impegni sul domani?«Noi non ci siamo mai fermati e abbiamo sempre creduto che mantenere il più possibile la normalità fosse la strada migliore. I dipendenti comunali hanno assicurato i servizi e noi abbiamo mandato avanti progetti che non potevano essere trascurati, come il nuovo tratto ciclopedonale che collegherà il paese a Sesto Pergola o la riqualificazione dell’illuminazione pubblica, che è in dirittura d’arrivo e porterà nuove luci a led per i 700 punti luce esistenti. Dobbiamo poi approvare il bilancio consuntivo e avremo un buon avanzo di amministrazione da investire nei progetti futuri. I sogni nel cassetto sono tanti, non tutti si potranno finanziare subito, ma l’idea è di arrivare a nuove progettazioni. Ma anche promuovere la ricostituzione di un gruppo di protezione civile comunale. San Martino ha sempre saputo reagire alle difficoltà e sono certo che anche in questa situazione saprà raccogliere le proprie energie e ripartire più forte di prima».

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